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Pubblicato:
6 Luglio 2025
Aggiornato:
6 Luglio 2025
Tecnologia italiana nel mondo: il mega-dissalatore di Jebel Ali e la contraddizione dell’acqua in Italia
L’Italia costruisce i più grandi impianti di dissalazione del mondo, come quello di Jebel Ali negli Emirati Arabi. Eppure, fatica a usarli in casa. Perché?...
Tecnologia italiana nel mondo: il mega-dissalatore di Jebel Ali e la contraddizione dell’acqua in Italia
L’Italia costruisce i più grandi impianti di dissalazione del mondo, come quello di Jebel Ali negli Emirati Arabi. Eppure, fatica a usarli in casa. Perché?
🌍 Un’eccellenza italiana in terra straniera
Il dissalatore di Jebel Ali, uno dei più grandi al mondo, si trova negli Emirati Arabi Uniti. Produce fino a 2 miliardi di litri di acqua potabile al giorno, rendendo possibile l’approvvigionamento idrico di milioni di persone in un’area desertica.
Ma la vera sorpresa?
È stato costruito dalla società italiana Fisia Italimpianti, del gruppo Impregilo (oggi Webuild). Una dimostrazione concreta della leadership ingegneristica italiana nel campo dell’acqua.
🏗️ Cos’è un dissalatore e come funziona?
Un impianto di dissalazione estrae l’acqua potabile dall’acqua marina, utilizzando principalmente due metodi:
| Metodo | Descrizione |
|---|---|
| Osmosi inversa (RO) | Filtrazione dell’acqua attraverso membrane semi-permeabili |
| Distillazione multistadio | Evaporazione e condensazione in più cicli con recupero termico |
L’impianto di Jebel Ali combina cicli termici avanzati e osmosi, ottimizzati per l’efficienza energetica in condizioni desertiche.
📉 E in Italia?
L’Italia, pur avendo una costa marittima lunghissima (oltre 7.000 km) e accesso abbondante al mare, non investe in impianti di dissalazione su larga scala, fatta eccezione per alcune isole minori o sperimentazioni in Sardegna e Sicilia.
❓ Perché?
| Fattore | Spiegazione |
|---|---|
| Costi iniziali alti | L’investimento infrastrutturale è significativo |
| Ostilità politica/ambientale | Timori legati all’impatto ambientale (brine, energia) |
| Dipendenza da acquedotti storici | L’Italia punta ancora su dighe, invasi e falde |
| Poca lungimiranza strategica | Manca una visione nazionale per la resilienza idrica |
🧭 Cosa insegna Jebel Ali?
- Le tecnologie esistono e sono italiane.
- Il know-how è esportato, ma non applicato nel Paese d’origine.
- In un contesto di crisi climatica, siccità e falde in esaurimento, non è più accettabile rimandare.
🌱 Soluzioni possibili
- Micro-dissalatori modulari per coste, isole e comunità isolate
- Integrazione con energie rinnovabili per abbattere i costi
- Progetti pilota pubblici-privati con tecnologie italiane
- Educazione e comunicazione ambientale per superare resistenze locali
🏁 Conclusione
Mentre l’Italia costruisce impianti da record nel mondo, sul proprio territorio resta indietro. Ma non per mancanza di capacità, bensì di volontà politica e progettuale.
Il futuro dell’acqua potrebbe essere già nelle mani dell’Italia — basta tornare a credere nella propria ingegneria.
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