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Pubblicato:

15 Settembre 2025

Aggiornato:

15 Settembre 2025

The Shepherd Code Road Back: un film a basso budget con ambizioni elevate ma risultati deludenti

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The Shepherd Code Road Back: un film a basso budget con ambizioni elevate ma risultati deludenti

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    The Shepherd Code: Road Back recensione – seconda parte di un beat-em-up a basso budget con orientamento vendicativo

    Neppure le lussuose location possono salvare il sequel del film di Alan Delabie, con un cast che borbotta e un’esposizione goffa.

    Questo potrebbe risultare l’elemento più curioso a comparire sugli schermi quest’anno: l’ultimo di una serie di film a basso budget che servono come biglietto da visita per il gigantesco artista marziale francese Alan Delabie, che co-scrive, co-dirige, compone parte della musica incidentale e probabilmente farebbe anche una canzone tematica se gli servisse per avvicinarsi al ruolo degli Expendables. L’anno scorso, The Shepherd Code ha introdotto Alex “the Shepherd” Lapierre di Delabie – non il devoto pastore che il titolo evoca, ma un assassino assoldato che cerca di andare per la retta via – con complicazioni inevitabili. Ora è stato generato un sequel, nonostante persista con un aspetto che ricorda più i film amatoriali che quelli di kickboxer con Don “the Dragon” Wilson (una guest star qui) che sono andati direttamente in VHS tre decenni fa.

    The Shepherd Code Road Back: un film a basso budget con ambizioni elevate ma risultati deludenti

    L’economia in gioco sembra aleatoria nel migliore dei casi. Alcuni soldi sono stati spesi per le location: il Pastore si riunisce con i suoi ex colleghi nervosi in una lussuosa villa portoghese con annessi impianti di navigazione, prima di spostarsi a Parigi, Los Angeles e Londra (naturale introdotto tramite immagini di riempimento del Tower Bridge) o i loro equivalenti in green screen. Tuttavia, Delabie e il co-sceneggiatore/regista/protagonista Michael Morris riempiono ogni singola di queste destinazioni con amici e associati che spendono la saga di vendetta successiva borbottando e mugugnando. Tra l’aria morta copiosa e il legno morto abbondante, non siamo molto lontani da un remake francese di Michael Flatley’s Blackbird.

    Approfondimento

    Il film “The Shepherd Code: Road Back” sembra essere un esempio di come un basso budget possa influenzare la qualità di un film. Nonostante le lussuose location, il film sembra avere problemi di produzione e di recitazione. La storia sembra essere complicata e difficile da seguire, e il cast sembra avere problemi a recitare in modo convincente.

    È interessante notare come il regista e protagonista Alan Delabie abbia cercato di creare un film d’azione con un basso budget, utilizzando location esotiche e guest star come Don “the Dragon” Wilson. Tuttavia, sembra che il budget limitato abbia influenzato la qualità del film, rendendolo più simile a un film amatoriale che a un film di kickboxer professionale.

    Possibili Conseguenze

    Il film “The Shepherd Code: Road Back” potrebbe avere conseguenze negative per la carriera di Alan Delabie e del cast. Un film di bassa qualità potrebbe danneggiare la reputazione degli attori e del regista, rendendo più difficile per loro ottenere ruoli in film futuri.

    Inoltre, il film potrebbe anche influenzare la percezione del pubblico sui film a basso budget. Se il film non è di alta qualità, potrebbe scoraggiare gli spettatori dal guardare altri film a basso budget, influenzando negativamente l’industria cinematografica nel suo complesso.

    Opinione

    Il film “The Shepherd Code: Road Back” sembra essere un esempio di come un basso budget possa influenzare la qualità di un film. Nonostante le lussuose location, il film sembra avere problemi di produzione e di recitazione. La storia sembra essere complicata e difficile da seguire, e il cast sembra avere problemi a recitare in modo convincente.

    È importante notare che il film è stato realizzato con un basso budget, e quindi non si possono aspettare gli stessi standard di qualità di un film con un budget più alto. Tuttavia, è anche importante riconoscere che il film potrebbe avere del potenziale, e che con un budget più alto e una produzione più curata, potrebbe essere stato un film più di successo.

    Giornale: The Guardian
    Autore: Non specificato
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