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Pubblicato:

24 Settembre 2025

Aggiornato:

24 Settembre 2025

Adviser to UK minister claimed AI firms would never have to compensate creatives

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Adviser to UK minister claimed AI firms would never have to compensate creatives

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    Consulente del ministro del Regno Unito afferma che le aziende di intelligenza artificiale non dovranno mai compensare i creativi

    Esclusiva: Kirsty Innes ha fatto questa affermazione in un post ora cancellato su X sette mesi prima di assumere il ruolo di assistente di Liz Kendall.

    Un alto funzionario del ministero ha affermato che le aziende di intelligenza artificiale non dovranno mai compensare i creativi per l’utilizzo del loro contenuto per addestrare i loro sistemi, in una dichiarazione che ha allarmato i sostenitori che chiedono al Partito Laburista di garantire un trattamento più equo per musicisti, artisti e scrittori nell’industria tecnologica.

    Adviser to UK minister claimed AI firms would never have to compensate creatives

    Kirsty Innes, recentemente nominata assistente speciale di Liz Kendall, segretario di stato per la scienza, l’innovazione e la tecnologia, ha affermato che “indipendentemente dal fatto che si creda filosoficamente che le grandi aziende di intelligenza artificiale debbano compensare i creatori di contenuti, nella pratica non saranno mai legalmente obbligate a farlo”.

    Approfondimento

    La questione della compensazione dei creativi per l’utilizzo del loro contenuto da parte delle aziende di intelligenza artificiale è un tema molto dibattuto. Le aziende di intelligenza artificiale utilizzano grandi quantità di dati, inclusi contenuti creativi, per addestrare i loro sistemi e migliorare le loro prestazioni. Tuttavia, i creativi spesso non ricevono alcuna compensazione per l’utilizzo del loro lavoro.

    Il problema è complesso e richiede una soluzione equilibrata che tenga conto dei diritti dei creativi e delle esigenze delle aziende di intelligenza artificiale. Alcuni sostengono che le aziende di intelligenza artificiale dovrebbero essere obbligate a pagare una quota per l’utilizzo del contenuto creativo, mentre altri ritengono che ciò potrebbe limitare l’innovazione e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

    Possibili Conseguenze

    La dichiarazione di Kirsty Innes potrebbe avere conseguenze significative per i creativi e l’industria tecnologica. Se le aziende di intelligenza artificiale non sono obbligate a compensare i creativi, ciò potrebbe portare a una perdita di entrate per gli artisti, gli scrittori e i musicisti.

    Inoltre, ciò potrebbe anche influire sulla qualità e la quantità dei contenuti creativi disponibili, poiché i creativi potrebbero essere meno incentivati a produrre nuovo materiale se non ricevono alcuna compensazione per il loro lavoro.

    Opinione

    La questione della compensazione dei creativi per l’utilizzo del loro contenuto da parte delle aziende di intelligenza artificiale è un tema importante e complesso. È necessario trovare una soluzione equilibrata che tenga conto dei diritti dei creativi e delle esigenze delle aziende di intelligenza artificiale.

    È fondamentale che i governi e le istituzioni lavorino insieme per creare un quadro normativo che protegga i diritti dei creativi e garantisca un trattamento equo per tutti i soggetti coinvolti.

    Giornale: The Guardian
    Autore: Non specificato
    Rielaborazione del contenuto secondo i principi di oggettività, chiarezza e rispetto dei fatti.

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