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Pubblicato:
5 Ottobre 2025
Aggiornato:
5 Ottobre 2025
Last and First Men: un’apocalisse cupa e indifferente tra danza e musica
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Last and First Men: un’apocalisse cupa e indifferente tra danza e musica
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Recensione di Last and First Men: la danza sci-fi non regge il confronto con l’apocalisse cool di Tilda Swinton
Il compositore Jóhann Jóhannson ha creato un film cupo, narrato da Tilda Swinton e ispirato a un classico romanzo, che guadagna poco da un’interpretazione dal vivo di danza.
È possibile che l’apocalisse sia noiosa? Perché questa lo è, un po’. È placida, indifferente, certamente rassegnata. Ci sono molti elementi che entrano in questa performance multi-genere, ma il risultato è meno della somma delle sue parti. La base è una produzione originariamente creata per il Manchester international festival nel 2017, un film e una colonna sonora del defunto compositore islandese Jóhann Jóhannsson (noto per Arrival, Sicario e The Theory of Everything), con testo adattato dal romanzo di fantascienza del 1930 dello stesso nome di Olaf Stapledon.

La narrazione è freddamente voceata da Tilda Swinton, che descrive gli ultimi esseri umani, due miliardi di anni nel futuro. Sono evoluti ben oltre l’attuale Homo sapiens, comunicano solo attraverso la telepatia e creano pochi discendenti selezionati, ognuno con una gestazione di 20 anni. Ma l’oblio è in arrivo. Il nuovo elemento della produzione è costituito da tre ballerini (Fukiko Takase, Kelvin Kilonzo e Aoi Nakamura) del coreografo Adrienne Hart di Neon Dance. Il loro posto è meno certo: creature avanzate – con accessori di costume come un guanto che estende una mano in una lancia – ma anche esseri umani fragili che suonano mentre Roma brucia.
Approfondimento
La produzione di Last and First Men è un esempio di come la danza e la musica possano essere utilizzate per esplorare temi sci-fi e apocalittici. Il romanzo di Olaf Stapledon, pubblicato nel 1930, è considerato un classico della letteratura di fantascienza e ha ispirato molte altre opere. La colonna sonora di Jóhann Jóhannsson aggiunge un elemento di profondità e atmosfera alla produzione, mentre la narrazione di Tilda Swinton fornisce una guida attraverso il mondo post-apocalittico.
Possibili Conseguenze
La produzione di Last and First Men solleva questioni interessanti sulla possibilità di un’apocalisse e sulle conseguenze di un evento del genere. La rappresentazione di un futuro in cui gli esseri umani sono evoluti al di là della forma attuale solleva domande sulla natura dell’umanità e sul nostro posto nell’universo. Inoltre, la produzione può essere vista come un commento sulla nostra attuale situazione globale e sulle minacce che affrontiamo, come il cambiamento climatico e la distruzione ambientale.
Opinione
La produzione di Last and First Men è un’opera interessante e stimolante che esplora temi sci-fi e apocalittici attraverso la danza e la musica. Sebbene la rappresentazione dal vivo di danza possa non essere completamente efficace, la colonna sonora e la narrazione di Tilda Swinton forniscono un’esperienza unica e coinvolgente. La produzione è un esempio di come l’arte possa essere utilizzata per esplorare temi complessi e sollevare questioni importanti sulla nostra esistenza e sul nostro futuro.
Giornale: The Guardian
Autore: Non specificato
Rielaborazione del contenuto secondo i principi di oggettività, semplicità e rispetto dei fatti.
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