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Pubblicato:

5 Ottobre 2025

Aggiornato:

5 Ottobre 2025

Hit and myth: Bacchae brings into view the National’s history of revamping Greek tragedies

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Hit and myth: Bacchae brings into view the National’s history of revamping Greek tragedies

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    Hit e mito: Bacchae porta in luce la storia del National di rielaborazione delle tragedie greche

    Seguendo le orme di Peter Hall e Katie Mitchell, Indhu Rubasingham dirige un’epopea antica al National Theatre. Bacchae rivela i pregi e i difetti della creazione di un nuovo spettacolo da vecchie storie

    Ma come possiamo mettere in scena oggi una tragedia greca? In generale, ci sono tre approcci possibili: la ricostruzione, l’aggiornamento e la riscrittura. Tutti e tre sono stati provati al National Theatre in 30 produzioni, a partire da Filottete nel 1964 e arrivando alla nuova produzione di Bacchae di Nima Taleghani. Avendo visto quasi tutte queste produzioni e visitato l’ottima mostra su di esse nella Wolfson Gallery dell’Olivier, dovrei essere in grado di decidere quale sia il metodo migliore. Eppure, onestamente, trovo che l’approccio del National ai greci sia una strana miscela di successo e mito.

    Hit and myth: Bacchae brings into view the National’s history of revamping Greek tragedies

    Ricostruire il passato è, naturalmente, impossibile: come notò una volta Edgar Allan Poe, riprodurre una tragedia attica per un pubblico moderno è “l’idea di un pedante e nulla più”. Ma, anche se non viviamo ad Atene nel V secolo a.C., possiamo adottare le tecniche di messa in scena utilizzate all’epoca. Il tentativo più zelante di farlo venne da Peter Hall, che nel 1981, nella sua produzione di L’Orestea di Eschilo, utilizzò un cast interamente maschile con maschere. Le maschere venivano utilizzate nell’antica Atene perché l’occasione era un rituale religioso. Un attore interpretava molti ruoli e i tratti facciali dovevano essere esagerati in uno spazio vasto; ciò che un tempo era una necessità pratica ora sembrava un ostacolo artistico. Ma ciò non invalida il tentativo di ricreare immaginativamente il passato.

    Approfondimento

    La storia del National Theatre di rielaborazione delle tragedie greche è lunga e complessa. Dalla produzione di Filottete nel 1964, il teatro ha continuato a esplorare nuove forme di messa in scena delle opere greche. La produzione di Bacchae di Nima Taleghani è solo l’ultima di una lunga serie di spettacoli che hanno cercato di portare le storie antiche in un contesto moderno. Questo approccio ha permesso al National Theatre di mantenere viva la tradizione delle tragedie greche, rendendole accessibili a un pubblico più ampio.

    Possibili Conseguenze

    La rielaborazione delle tragedie greche può avere conseguenze significative sulla nostra comprensione della cultura e della storia antica. Portando le storie antiche in un contesto moderno, possiamo scoprire nuovi significati e temi che possono essere applicati alla nostra vita quotidiana. Inoltre, la rielaborazione delle tragedie greche può anche influenzare la nostra percezione della cultura e della società attuale, permettendoci di riflettere sulle nostre azioni e sulle nostre scelte.

    Opinione

    La rielaborazione delle tragedie greche è un’attività importante e necessaria per mantenere viva la tradizione della cultura antica. Tuttavia, è anche importante ricordare che le storie antiche devono essere rispettate e comprese nel loro contesto originale. La rielaborazione non deve essere vista come un modo per “modernizzare” le storie antiche, ma come un modo per scoprire nuovi significati e temi che possono essere applicati alla nostra vita quotidiana.

    Giornale: The Guardian
    Autore: Non specificato
    Rielaborazione del contenuto secondo i principi di oggettività, semplicità e rispetto per la cultura antica.

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