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Pubblicato:

5 Ottobre 2025

Aggiornato:

5 Ottobre 2025

The Kushner-Blair Gaza plan is a moral atrocity – and a policy catastrophe | Josh Paul

IndiceIl piano Kushner-Blair per Gaza: un'atrocità morale e un disastro politicoApprofondimentoPossibili ConseguenzeOpinioneIl piano Kushner-Blair per Gaza: un'atrocità morale e un disastro politico Il progetto neocoloniale...

The Kushner-Blair Gaza plan is a moral atrocity – and a policy catastrophe | Josh Paul

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    Il piano Kushner-Blair per Gaza: un’atrocità morale e un disastro politico

    Il progetto neocoloniale di Jared Kushner e Tony Blair sarebbe un trapianto incompatibile che verrebbe rifiutato dall’organismo.

    Il mio primo giorno a Baghdad, dopo che il fuoco di mortaio era cessato, mi diressi verso il mio ufficio nel Palazzo Repubblicano e iniziai il mio primo compito: scrivere una nuova politica per la polizia irachena sulle agenti in gravidanza. Per essere chiaro, avevo 26 anni e non sapevo nulla di polizia, né di gravidanza, né, peraltro, dell’Iraq, ma facevo parte dell’Autorità Provvisoria della Coalizione – il governo americano imposto dopo la guerra – e mi era stato detto che questa politica era ciò di cui l’Iraq aveva bisogno.

    The Kushner-Blair Gaza plan is a moral atrocity – and a policy catastrophe | Josh Paul

    Cinque anni dopo, mi trovai seduto in una lussuosa suite d’albergo a Gerusalemme, mentre Tony Blair – uno degli architetti della guerra in Iraq, ma allora inviato speciale del quartetto per il “processo di pace” israelo-palestinese – parlava con entusiasmo della crescita economica che si stava verificando nella città palestinese di Jenin. Avendo trascorso una quantità significativa di tempo il giorno prima a negoziare la miriade di posti di blocco militari israeliani che separavano le strade polverose di Jenin dal lussuoso Hotel German Colony dove ci trovavamo, non potevo conciliare l’impressione di Blair con la mia realtà.

    Josh Paul ha lavorato come consulente per la sicurezza nazionale nell’Autorità Provvisoria della Coalizione per l’Iraq, come consigliere per la governance del settore della sicurezza per il coordinatore della sicurezza americano per Israele e i territori palestinesi, e ora dirige l’organizzazione no-profit con sede a Washington DC A New Policy.

    Approfondimento

    Il piano Kushner-Blair per Gaza è stato criticato da molti esperti e osservatori, che lo considerano un tentativo di imporre una soluzione neocoloniale al conflitto israelo-palestinese. Il piano prevede la creazione di una zona economica speciale a Gaza, con l’obiettivo di promuovere la crescita economica e la stabilità nella regione. Tuttavia, molti critici sostengono che questo piano non affronta le cause profonde del conflitto e non rispetta i diritti e le aspirazioni del popolo palestinese.

    Possibili Conseguenze

    Le possibili conseguenze del piano Kushner-Blair per Gaza sono numerose e potenzialmente gravi. Se il piano dovesse essere implementato, potrebbe portare a una maggiore instabilità e violenza nella regione, poiché il popolo palestinese potrebbe percepire il piano come un tentativo di imporre una soluzione neocoloniale e di negare i propri diritti e aspirazioni. Inoltre, il piano potrebbe anche avere conseguenze negative per la economia e la società israeliana, poiché potrebbe creare tensioni e conflitti con la comunità internazionale e con i paesi arabi.

    Opinione

    Il piano Kushner-Blair per Gaza è un esempio di come la politica estera degli Stati Uniti possa essere influenzata da interessi particolari e da una mancanza di comprensione della realtà sul terreno. Il piano è stato criticato da molti esperti e osservatori, e sembra che non sia stato concepito con l’obiettivo di promuovere la pace e la stabilità nella regione, ma piuttosto di imporre una soluzione neocoloniale e di favorire gli interessi di Israele. È importante che la comunità internazionale si mobiliti per promuovere una soluzione giusta e sostenibile al conflitto israelo-palestinese, che rispetti i diritti e le aspirazioni di entrambe le parti.

    Giornale: The Guardian
    Autore: Josh Paul
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