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Pubblicato:

2 Ottobre 2025

Aggiornato:

2 Ottobre 2025

La minaccia della stupidità: come le grandi tecnologie stanno cambiando il nostro rapporto con la verità

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La minaccia della stupidità: come le grandi tecnologie stanno cambiando il nostro rapporto con la verità

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    Una critica alla pura stupidità: capire Trump 2.0

    Se il primo mandato di Donald Trump ha provocato ansia sul destino della conoscenza oggettiva, il secondo ha portato affermazioni secondo cui viviamo in un’epoca storica mondiale di stupidità, accelerata dalle grandi tecnologie. Ma potrebbe esserci una via d’uscita?

    I primi e secondi governi Trump hanno provocato reazioni critiche marcatamente diverse. Lo shock del 2016 e le sue conseguenze hanno visto un’ondata di ansia liberale sul destino della conoscenza oggettiva, non solo negli Stati Uniti ma anche in Gran Bretagna, dove il referendum sulla Brexit di quell’anno era stato vinto da una campagna che aveva distorto fatti e cifre chiave. Un ricco lessico è emerso per descrivere questo crollo epistemico. Il dizionario di Oxford ha dichiarato “post-verità” la parola dell’anno 2016; Merriam-Webster ha scelto “surreale”. La piaga delle “notizie false”, pompate da bot online e fattorie di troll russe, suggeriva che l’autorità del giornalismo professionale era stata danneggiata fatalmente dall’ascesa dei social media. E quando la consigliera presidenziale Kellyanne Conway coniò la frase “fatti alternativi” pochi giorni dopo l’insediamento di Trump all’inizio del 2017, la mendacità dell’amministrazione entrante sembrava essere ufficiale.

    La minaccia della stupidità: come le grandi tecnologie stanno cambiando il nostro rapporto con la verità

    Panico per la verità ha avuto l’effetto indesiderato di rafforzare coloro che cercava di opporsi. “Falso” era uno dei preferiti di Trump, soprattutto per le testate giornalistiche che riportavano fatti sgraditi su di lui e i suoi associati. Un media Maga in ascesa ha ulteriormente amplificato le menzogne e le negazioni del presidente. Gli strumenti dell’expertise liberale sembravano impotenti nel tenere conto di una tale duplicità sfacciata. Un punto di riferimento del momento era la scrittrice e filosofa tedesca Hannah Arendt, che osservò nel suo libro del 1951 “Le origini del totalitarismo” che “il soggetto ideale del dominio totalitario non è il nazista convinto o il comunista dedicato, ma le persone per cui la distinzione tra fatto e finzione… non esiste più”.

    Approfondimento

    Per comprendere meglio il fenomeno della “stupidità” accelerata dalle grandi tecnologie, è utile esaminare il ruolo dei social media nella diffusione delle notizie false e nella manipolazione dell’opinione pubblica. Studi hanno dimostrato che le piattaforme di social media possono creare “camere dell’eco” in cui le informazioni false vengono condivise e amplificate, mentre le voci critiche vengono escluse. Inoltre, l’algoritmo di raccomandazione dei contenuti può favorire la diffusione di notizie sensazionali e polarizzanti, anziché quelle basate su fatti oggettivi.

    Possibili Conseguenze

    Le conseguenze della “stupidità” accelerata dalle grandi tecnologie possono essere gravi e di lungo termine. La diffusione delle notizie false e la manipolazione dell’opinione pubblica possono portare a decisioni informate in modo errato, che a loro volta possono avere impatti negativi sulla società e sulla democrazia. Inoltre, la perdita di fiducia nelle istituzioni e nei media tradizionali può portare a una polarizzazione crescente e a una diminuzione della coesione sociale.

    Opinione

    È fondamentale che i cittadini siano consapevoli dei rischi della “stupidità” accelerata dalle grandi tecnologie e prendano misure per proteggersi dalle notizie false e dalla manipolazione. Ciò può essere fatto attraverso l’educazione critica, la verifica delle fonti e la promozione di una cultura della verità e della trasparenza. Inoltre, è essenziale che i governi e le istituzioni prendano misure per regolamentare i social media e garantire che le piattaforme di informazione siano trasparenti e responsabili.

    Giornale: The Guardian, Autore: non specificato. Rielaborazione del contenuto secondo i principi di oggettività e verità.

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