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Pubblicato:
11 Ottobre 2025
Aggiornato:
11 Ottobre 2025
Calo degli ingressi irregolari nell’Unione europea ma persiste la preoccupazione per il Mediterraneo
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Calo degli ingressi irregolari nell’Unione europea ma persiste la preoccupazione per il Mediterraneo
Indice
Gli ingressi irregolari nell’Unione europea
Nei primi nove mesi del 2025, gli ingressi irregolari di persone migranti nell’Unione europea sono diminuiti del 22 per cento rispetto all’anno scorso, attestandosi a 133.400. Un calo quasi generalizzato: -36 per cento dal confine orientale, -47 per cento dai Balcani occidentali, -58 per cento dall’Africa sulla rotta atlantica. L’unica eccezione è il Mediterraneo.
I dati diffusi da Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, parlano chiaro: al netto della rotta orientale, verso Cipro e Grecia, che ha registrato un calo del 22 per cento, nel Mediterraneo centrale e occidentale i numeri continuano a essere gli stessi del 2024. Così come il costo in termini di vite umane: secondo le stime dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM), da inizio anno sono morte 1.299 persone nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.

Approfondimento
Nel Mediterraneo centrale, tra gennaio e settembre 2025, sono stati rilevati quasi 50.900 arrivi, il 2 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2024. Se è vero che le partenze dalla Tunisia sono diminuite, a far da contraltare è la Libia, da cui le partenze sono aumentate del 50 per cento. Sulla rotta del Mediterraneo occidentale, gli attraversamenti irregolari sono aumentati addirittura del 28 per cento.
Secondo Frontex, i “maggiori sforzi di prevenzione compiuti dal Marocco hanno spinto un numero maggiore di persone a ricorrere ai servizi di trafficanti in Algeria” e in generale si è verificato “uno spostamento di operazioni sul territorio algerino”. A ben vedere, la situazione si sta evolvendo rapidamente anche nel Mediterraneo orientale: dopo un calo degli arrivi nel mese di agosto causato dalle condizioni meteorologiche avverse, gli attraversamenti attraverso il corridoio Libia-Creta hanno registrato un nuovo aumento nel mese di settembre, con un incremento del 280 per cento rispetto allo scorso anno.
Possibili Conseguenze
Le partenze dalla Libia preoccupano non poco Bruxelles, che sta cercando in tutti i modi di combattere la migrazione irregolare a suon di accordi bilaterali e di proposte legislative controverse per le tutele sui diritti umani. La Commissione europea sta mantenendo un confronto a dir poco complicato con Tripoli, ed ora anche con le autorità di Bengasi.
Per non parlare delle accuse che da anni piovono sull’esecutivo Ue per i finanziamenti alla cosiddetta ‘guardia costiera libica’, che non si fa remore ad aprire il fuoco su ONG e migranti ed è ampiamente e notoriamente collusa con le reti di trafficanti. Ma Bruxelles rinnova l’impegno: l’esecutivo Ue e Frontex ospiteranno la prossima settimana esponenti delle autorità libiche dell’est e dell’ovest che si occupano di migrazione.
Opinione
La situazione della migrazione irregolare nel Mediterraneo è complessa e richiede un approccio olistico e coordinato tra gli Stati membri dell’Unione europea. È fondamentale che la Commissione europea e gli Stati membri lavorino insieme per trovare soluzioni durature e rispettose dei diritti umani, piuttosto che affidarsi a misure di emergenza e a politiche di esternalizzazione.
Analisi Critica dei Fatti
È importante valutare criticamente i dati e le informazioni fornite da Frontex e dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni. È fondamentale considerare le cause profonde della migrazione irregolare, come la povertà, la guerra e la persecuzione, e lavorare per risolvere questi problemi alla radice.
È anche importante considerare le conseguenze delle politiche di migrazione attuali, come l’aumento della mortalità e della sofferenza tra i migranti, e lavorare per trovare soluzioni più umane e più efficaci. La trasparenza e la responsabilità sono fondamentali in questo processo, e è importante che la Commissione europea e gli Stati membri siano chiari e onesti nelle loro azioni e nelle loro intenzioni.
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