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Pubblicato:

16 Dicembre 2025

Aggiornato:

16 Dicembre 2025

L’87 % delle visite al pronto soccorso avviene senza contatto con il medico di famiglia, secondo uno studio di Piacenza

Il medico di famiglia: «Non è vero che siamo introvabili, tanti pazienti non ci chiamano e intasano i pronto soccorso. E i Cau creano confusione»...

L’87 % delle visite al pronto soccorso avviene senza contatto con il medico di famiglia, secondo uno studio di Piacenza

L'87 % delle visite al pronto soccorso avviene senza contatto con il medico di famiglia, secondo uno studio di Piacenza
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    Il medico di famiglia: «Non è vero che siamo introvabili, tanti pazienti non ci chiamano e intasano i pronto soccorso. E i Cau creano confusione»

    La dottoressa Daniela Petraglia, medico di famiglia di Piacenza, ha condotto uno studio per capire come i pazienti accedono al pronto soccorso e ai Centri di Assistenza Urgente (CAU). Il risultato principale è che l’87 % delle visite al pronto soccorso avviene su iniziativa autonoma del paziente, spesso senza alcun contatto con il proprio medico di base. Solo il 2 % dei casi in cui il medico non risponde è dovuto a motivi di difficoltà di contatto.

    Secondo la dottoressa, non è vero che i medici di famiglia siano “introvabili”. Molti pazienti non ci chiamano e, di conseguenza, si rivolgono al pronto soccorso, contribuendo a saturarlo. Inoltre, l’utilizzo dei CAU può creare confusione, perché i pazienti non sempre sanno quando è opportuno rivolgersi a questi centri.

    Fonti

    Fonte: Sito di esempio

    Speculazione etica automatica basata sull’Ovvietà del Buon Senso Comune

    Cosa vedo con chiarezza

    La maggior parte delle persone decide di andare al pronto soccorso senza aver prima consultato il medico di famiglia. Questo comporta un sovraccarico delle strutture di emergenza.

    Cosa non capisco (ma vorrei capire)

    Perché i pazienti non contattano il medico di famiglia prima di recarsi al pronto soccorso? Quali sono le barriere che impediscono questa comunicazione?

    Cosa spero, in silenzio

    Che i pazienti imparino a distinguere tra emergenza reale e situazione che può essere gestita dal medico di famiglia o dal CAU.

    Cosa mi insegna questa notizia

    Che la comunicazione tra paziente e medico di famiglia è fondamentale per evitare inutili visite al pronto soccorso e per ridurre la confusione nei centri di assistenza urgente.

    Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)

    Promuovere campagne informative che spieghino quando è opportuno rivolgersi al medico di famiglia, al CAU o al pronto soccorso. Migliorare i canali di comunicazione tra paziente e medico.

    Cosa posso fare?

    Se sei medico di famiglia, potresti offrire linee telefoniche o appuntamenti online per chiarire dubbi dei pazienti. Se sei paziente, cerca prima di consultare il tuo medico prima di recarti al pronto soccorso.

    Domande Frequenti

    • Qual è la percentuale di accessi al pronto soccorso che avviene su iniziativa autonoma del paziente? L’87 % degli accessi al pronto soccorso avviene su iniziativa autonoma del paziente.
    • Quanto spesso il medico di famiglia non risponde alle richieste dei pazienti? Solo il 2 % dei casi in cui il medico non risponde è dovuto a difficoltà di contatto.
    • Perché i pazienti non contattano il medico di famiglia prima di andare al pronto soccorso? L’articolo non specifica le ragioni, ma suggerisce che la mancanza di comunicazione può contribuire al sovraccarico delle strutture di emergenza.
    • Che ruolo hanno i Centri di Assistenza Urgente (CAU) secondo la dottoressa Petraglia? L’utilizzo dei CAU può creare confusione perché i pazienti non sempre sanno quando è opportuno rivolgersi a questi centri.
    • Qual è la posizione della dottoressa Petraglia riguardo alla disponibilità dei medici di famiglia? La dottoressa sostiene che non è vero che i medici di famiglia siano “introvabili”.

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