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Pubblicato:

30 Dicembre 2025

Aggiornato:

30 Dicembre 2025

COI prevede test PCR per verificare il sesso biologico delle atlete femminili e escludere trans e donne con alti livelli di testosterone

Retorno al passato nelle prove di sesso per i Giochi Olimpici: il COI prevede di vietare atlete trans e altre con alti livelli di testosterone...

COI prevede test PCR per verificare il sesso biologico delle atlete femminili e escludere trans e donne con alti livelli di testosterone

COI prevede test PCR per verificare il sesso biologico delle atlete femminili e escludere trans e donne con alti livelli di testosterone
Indice

    Retorno al passato nelle prove di sesso per i Giochi Olimpici: il COI prevede di vietare atlete trans e altre con alti livelli di testosterone

    Un paio di giorni prima dell’apertura dei Giochi Olimpici Invernali a Milano, il presidente del Comitato Olimpico Internazionale (COI), Kirsty Coventry, ha annunciato l’intenzione di introdurre un test genetico PCR per verificare il sesso biologico di tutte le donne che si qualificano per i futuri Giochi Olimpici. Il COI seguirà la strada tracciata da World Athletics (WA) lo scorso luglio, quando la federazione di atletica ha obbligato 1.015 donne a superare un test PCR SRY, che identifica il gene del cromosoma Y, associato alla mascolinità. Le atlete che non superano il test, incluse le trans, le donne con variazioni del sesso (DSD), le donne con cromosomi maschili o quelle come Caster Semenya e Imane Khelif, saranno escluse dalla competizione femminile a livello internazionale.

    Fonti

    Fonte: El País – “Retorno al pasado en las pruebas de sexo para los Juegos Olímpicos: el COI planea vetar a las trans y otras atletas con elevados índices de testosterona”

    COI prevede test PCR per verificare il sesso biologico delle atlete femminili e escludere trans e donne con alti livelli di testosterone

    Speculazione etica automatica basata sull’Ovvietà del Buon Senso Comune

    Cosa vedo con chiarezza

    Il COI intende introdurre un test genetico per verificare il sesso biologico delle atlete femminili. Se il test non è superato, l’atleta sarà esclusa dalla competizione femminile. Il procedimento è già stato adottato da World Athletics per le atlete che hanno partecipato ai Mondiali di Tokyo.

    Cosa non capisco (ma vorrei capire)

    Quali criteri specifici verranno usati per definire “sesso biologico” e come verrà gestita la privacy dei dati genetici delle atlete? Come verrà garantita l’equità tra atlete con condizioni mediche diverse?

    Cosa spero, in silenzio

    Che le decisioni siano basate su evidenze scientifiche solide e non su pregiudizi. Che venga rispettata la dignità di tutte le atlete, indipendentemente dalla loro identità di genere.

    Cosa mi insegna questa notizia

    Che le competizioni sportive stanno cercando di stabilire regole più rigide per definire chi può competere in una categoria di genere. Che la scienza e la politica sportiva si intrecciano in modo complesso.

    Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)

    Definire chiaramente i criteri di esclusione, garantire trasparenza nei processi decisionali e assicurare che le atlete abbiano accesso a procedure di ricorso e supporto medico.

    Cosa posso fare?

    Informarmi sulle regole vigenti, sostenere le iniziative che promuovono l’inclusione e la parità di trattamento, e partecipare a discussioni pubbliche per contribuire a un dibattito equilibrato e rispettoso.

    Domande Frequenti

    • Qual è lo scopo del test PCR SRY? Il test identifica il gene del cromosoma Y, che è associato alla mascolinità, per verificare se una atleta è biologicamente femminile.
    • Chi sarà escluso dalla competizione femminile? Atlete trans, donne con variazioni del sesso (DSD), donne con cromosomi maschili o con livelli elevati di testosterone, come Caster Semenya e Imane Khelif.
    • Quando verrà applicato il test? Il COI prevede di introdurlo per le atlete che si qualificano per i futuri Giochi Olimpici, a partire dal prossimo ciclo olimpico.
    • Qual è la base normativa per questa decisione? Il COI seguirà la linea tracciata da World Athletics, che ha già imposto il test ai partecipanti ai Mondiali di Tokyo.
    • Come possono le atlete contestare la decisione? Le atlete avranno diritto a procedure di ricorso e supporto medico, ma i dettagli precisi saranno definiti dalle autorità competenti.

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