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Pubblicato:
1 Dicembre 2025
Aggiornato:
1 Dicembre 2025
Simelane invita i parlamenti della SADC a un’azione climatica unificata di fronte a minacce senza precedenti
Simelane chiama all’azione climatica unificata mentre la SADC affronta minacce climatiche “inprecedenti” La ministra degli alloggi, Thembi Simelane, ha invitato i parlamenti del Sudafrica a...
Simelane invita i parlamenti della SADC a un’azione climatica unificata di fronte a minacce senza precedenti
Simelane chiama all’azione climatica unificata mentre la SADC affronta minacce climatiche “inprecedenti”
La ministra degli alloggi, Thembi Simelane, ha invitato i parlamenti del Sudafrica a intraprendere azioni coraggiose e incentrate sulle persone per fronteggiare la crisi climatica che minaccia lo sviluppo, la sicurezza umana e il diritto a un’abitazione adeguata nella regione.
Il discorso è stato pronunciato durante il Simposio del 58º Forum Parlamentare SADC, tenutosi al Coastlands Hotel and Convention Centre di Umhlanga, a nord di Durban, lunedì. L’evento, con il tema “L’impatto del cambiamento climatico nella regione SADC e il ruolo dei parlamenti nella mitigazione e adattamento”, ha riunito oltre 300 delegati provenienti da Angola, Botswana, Repubblica Democratica del Congo, eSwatini, Lesotho, Madagascar, Malawi, Mauritius, Mozambico, Namibia, Seychelles, Sudafrica, Zambia e Zimbabwe.
Simelane ha sottolineato che il momento richiede leadership collettiva e soluzioni allineate a livello regionale.
“È un onore parlare di fronte a questo simposio con un tema così urgente e rilevante per il nostro futuro collettivo,” ha dichiarato la ministra. “Il cambiamento climatico non è più una preoccupazione ambientale distante; è una crisi di sviluppo, di abitazioni, socio‑economica e di governance, e nella SADC sta diventando sempre più una crisi di sicurezza umana.”
Ha evidenziato che la regione SADC sta affrontando impatti climatici di “scala inprecedente”: tempeste più violente, siccità più gravi, inondazioni più frequenti e distruttive, e ondate di calore più letali. Ha citato le recenti inondazioni in KwaZulu‑Natal, che hanno causato lo spostamento di persone e la perdita di abitazioni a Umshwathi Local Municipality.
“Gli eventi climatici devastanti non rispettano i confini nazionali. Ciò che accade a Durban e lungo la costa orientale del Sudafrica colpisce anche altri paesi contemporaneamente. Nessun singolo paese può affrontare questa sfida da solo,” ha aggiunto.
Comunità più vulnerabili colpite più duramente
Secondo la valutazione del rischio e della vulnerabilità climatica del Sudafrica, i gruppi più colpiti sono le comunità rurali già in povertà e con accesso limitato ai servizi; i residenti di insediamenti informali e peri‑urbani situati in pianure inondabili, pendii ripidi, zone umide e aree soggette a incendi; e donne, giovani e bambini, che subiscono le conseguenze di condizioni di vita inadeguate, esposizione e stress socio‑economico.
“Il cambiamento climatico non è neutro dal punto di vista di genere. Le donne sono sproporzionatamente esposte, colpite e responsabili di assorbire gli shock. Eppure, rimangono ai margini delle decisioni climatiche. Questo deve cambiare,” ha affermato la ministra.
I giovani, ha aggiunto, crescono in “un mondo segnato dall’incertezza climatica” e ereditano le conseguenze di decisioni che non hanno preso. “Sono i principali motori di innovazione, resilienza e adattamento; la loro creatività, energia e competenza digitale li rendono partner essenziali per costruire comunità resilienti.”
Pilastri strategici per la resilienza climatica regionale
Simelane ha presentato la Strategia di risposta al cambiamento climatico e il Piano di attuazione per gli alloggi del Sudafrica, che guida gli sforzi di resilienza fino al 2030, e ha proposto tre pilastri rilevanti per l’intera regione SADC:
Pilastro 1: Alloggiare le persone in luoghi sicuri e preservare gli ecosistemi protettivi
La ministra ha sottolineato la necessità di evitare di collocare comunità su terreni soggetti a inondazioni, zone umide, pendii instabili, zone costiere pericolose e aree di stress termico. “Questa è la prima e più fondamentale linea di difesa contro i pericoli climatici.”
Pilastro 2: Affrontare gli insediamenti vulnerabili già in posizioni insicure
Ha osservato che milioni di persone vivono già in luoghi pericolosi. Ha chiesto di migliorare gli insediamenti informali in loco dove possibile, di potenziare servizi essenziali come acqua, sanità ed elettricità, e di investire maggiormente in soluzioni basate sulla natura – zone umide, verde urbano, buffer vegetati.
Pilastro 3: Stabilire norme, standard e tipologie di insediamento resilienti al clima
Simelane ha evidenziato che le infrastrutture del Sudafrica devono resistere alle nuove realtà climatiche. “Questi cambiamenti ridurranno le perdite future, miglioreranno la vivibilità e creeranno comunità più sicure. È fondamentale investire in Tecnologie di Costruzione Innovative (IBT) come infrastruttura abitativa del futuro, affidabile, resiliente e durevole per mitigare il cambiamento climatico.”
Guidare una transizione giusta
La ministra ha ribadito che la resilienza climatica non è solo un processo tecnico, ma “un processo guidato dalla comunità.”
“Dobbiamo costruire una regione in cui le comunità non solo ricevono informazioni climatiche ma le plasmano; dove non solo partecipano alla pianificazione ma la guidano; e non solo affrontano i rischi climatici ma contribuiscono a definire le soluzioni. I disastri attraversano i confini, quindi anche le informazioni devono farlo.”
“Come parlamenti, plasmiamo leggi, bilanci, meccanismi di vigilanza e standard che determinano se la nostra regione è preparata o meno per il futuro,” ha detto, chiedendo l’integrazione del rischio climatico nella legislazione sull’uso del suolo, l’allineamento delle leggi sugli alloggi con i quadri climatici regionali e la mobilitazione efficace del finanziamento climatico per le comunità vulnerabili.
Con l’avvicinarsi del mezzo decennio decisivo, Simelane ha sfidato i legislatori a scegliere la resilienza proattiva rispetto al recupero reattivo. “La domanda è semplice: costruiremo una regione che aspetta i disastri o una che agisce prima che diventino inevitabili?” ha chiesto.
Ha invitato i delegati a cogliere il momento non come minaccia, ma come opportunità per “riformare le nostre comunità, rafforzare le nostre democrazie e costruire una regione che prospera di fronte al cambiamento climatico.”
Fonti
SAnews.gov.za – https://www.sanews.gov.za/south-africa/simelane-calls-unified-climate-action-sadc-faces-unprecedented-climate-threats
Speculazione etica automatica basata sull’Ovvietà del Buon Senso Comune
Cosa vedo con chiarezza
La crisi climatica è una minaccia concreta che colpisce sviluppo, sicurezza e abitazioni. Le comunità più vulnerabili sono quelle rurali, informali e di genere femminile. Le soluzioni proposte sono chiare: proteggere le persone, migliorare gli insediamenti esistenti e costruire infrastrutture resilienti.
Cosa non capisco (ma vorrei capire)
Come si tradurranno concretamente le norme e gli standard di resilienza in azioni quotidiane per le comunità locali? Quali meccanismi di finanziamento saranno disponibili e come verranno distribuiti?
Cosa spero, in silenzio
Che i parlamenti adottino leggi e budget che favoriscano la resilienza climatica, e che le comunità possano partecipare attivamente alla definizione delle soluzioni.
Cosa mi insegna questa notizia
Il cambiamento climatico è un problema di sicurezza umana e di governance, non solo ambientale. La leadership collettiva e la partecipazione delle comunità sono essenziali per affrontare la crisi.
Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)
Integrare il rischio climatico nelle leggi sull’uso del suolo, investire in tecnologie di costruzione innovative, potenziare i servizi essenziali nelle aree vulnerabili e garantire che le donne e i giovani siano coinvolti nelle decisioni.
Cosa posso fare?
Partecipare alle iniziative locali di resilienza climatica, informarsi sui progetti di infrastrutture verdi, sostenere politiche che promuovano la protezione delle comunità vulnerabili e condividere informazioni affidabili sul cambiamento climatico con la propria rete.
Domande Frequenti
- Qual è il ruolo della ministra Thembi Simelane in questo contesto? La ministra degli alloggi ha chiesto ai parlamenti del Sudafrica di adottare azioni coraggiose e centrali sulle persone per affrontare la crisi climatica che minaccia lo sviluppo e la sicurezza nella regione SADC.
- Quali sono i tre pilastri strategici proposti? 1) Alloggiare le persone in luoghi sicuri e preservare gli ecosistemi protettivi; 2) Migliorare gli insediamenti informali già in posizioni insicure; 3) Stabilire norme, standard e tipologie di insediamento resilienti al clima.
- Chi sono le comunità più colpite dalla crisi climatica? Le comunità rurali in povertà, i residenti di insediamenti informali e peri‑urbani in zone inondabili o soggette a incendi, e donne, giovani e bambini che subiscono le conseguenze di condizioni di vita inadeguate.
- Come si intende coinvolgere le donne nella gestione del cambiamento climatico? La ministra ha sottolineato la necessità di includere le donne nei processi decisionali climatici, poiché sono spesso le più colpite ma rimangono ai margini delle decisioni.
- Qual è l’obiettivo finale della strategia di resilienza climatica? Ridurre le perdite future, migliorare la vivibilità e creare comunità più sicure, investendo in tecnologie di costruzione innovative e in soluzioni basate sulla natura.
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