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Pubblicato:

12 Gennaio 2026

Aggiornato:

12 Gennaio 2026

24 missioni diplomatiche chiedono la liberazione immediata di Mzia Amaghlobeli dopo un anno di detenzione

Un anno dopo l’arresto: le missioni diplomatiche chiedono la liberazione di Mzia Amaghlobeli Il 12 gennaio 2026, un anno dalla presa in custodia della giornalista...

24 missioni diplomatiche chiedono la liberazione immediata di Mzia Amaghlobeli dopo un anno di detenzione

24 missioni diplomatiche chiedono la liberazione immediata di Mzia Amaghlobeli dopo un anno di detenzione
Indice

    Un anno dopo l’arresto: le missioni diplomatiche chiedono la liberazione di Mzia Amaghlobeli

    Il 12 gennaio 2026, un anno dalla presa in custodia della giornalista Mzia Amaghlobeli, 24 missioni diplomatiche in Georgia hanno pubblicato una dichiarazione congiunta in cui chiedono la sua “rilascio immediato”.

    La dichiarazione, condivisa da paesi membri della Coalizione per la Libertà dei Media e da ambasciate allineate in Georgia, ricorda la condanna della decisione giudiziaria del 6 agosto, quando Amaghlobeli, fondatrice dei portali online Batumelebi e Netgazeti, è stata condannata a due anni di reclusione per “atto di violenza contro un ufficiale”.

    Il caso, insieme alla pressione esercitata su Batumelebi e Netgazeti, è stato citato come esempio di intimidazione crescente verso i giornalisti in Georgia, con violenze non punite e persecuzioni legali, in violazione delle obbligazioni internazionali del paese a proteggere la libertà di stampa e di espressione.

    La dichiarazione è firmata dalle missioni diplomatiche di Austria, Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Unione Europea, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Romania, Spagna, Svezia, Ucraina e Regno Unito.

    Per celebrare l’anniversario, i sostenitori di Amaghlobeli hanno previsto una marcia serale da Piazza Marjanishvili al Parlamento di Tbilisi.

    Contesto

    Amaghlobeli è stata arrestata di notte il 11‑12 gennaio 2025. La prima presa in custodia è avvenuta per aver appeso un adesivo al palazzo di polizia di Batumi che chiedeva uno sciopero nazionale; è stata rilasciata entro poche ore. Successivamente è stata nuovamente arrestata dopo aver schiaffeggiato il capo della polizia locale, Irakli Dgebuadze, durante una protesta tesa. L’atto è stato classificato come “attacco contro un ufficiale”, con una possibile pena di quattro‑sette anni di carcere.

    Durante la detenzione preventiva, Amaghlobeli ha fatto una dieta di fame per 38 giorni, che è terminata a febbraio grazie a richieste di familiari, amici e colleghi. La sua salute, in particolare la vista, si è deteriorata gravemente.

    Il 6 agosto è stata condannata a due anni di reclusione dal giudice Nino Sakhelashvili del Tribunale di Batumi, che ha ridotto l’accusa da “attacco contro un ufficiale” a “resistenza, minaccia o violenza” contro un funzionario.

    Durante la detenzione, è stata multata due volte per lo stesso atto di apposizione dell’adesivo.

    Il 22 ottobre, Amaghlobeli ha ricevuto il Premio Sakharov per la libertà di pensiero dell’Unione Europea, insieme al giornalista belorusso Andrzej Poczobut.

    Fonti

    Fonte: Civil Georgia

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    Cosa vedo con chiarezza

    Un anno dopo l’arresto di una giornalista, 24 missioni diplomatiche chiedono la sua liberazione immediata. La dichiarazione è stata pubblicata da paesi che si occupano di libertà di stampa. Il caso di Amaghlobeli è stato descritto come esempio di intimidazione verso i giornalisti in Georgia.

    Cosa non capisco (ma vorrei capire)

    Perché la decisione di ridurre l’accusa da “attacco contro un ufficiale” a “resistenza, minaccia o violenza” ha cambiato la durata della pena? Quali sono le motivazioni politiche dietro la detenzione preventiva di 38 giorni?

    Cosa spero, in silenzio

    Che la richiesta di liberazione sia ascoltata e che la giustizia sia rispettata. Che la libertà di stampa sia protetta in Georgia.

    Cosa mi insegna questa notizia

    Che la libertà di espressione può essere minacciata da azioni giudiziarie e da pressioni politiche. Che la comunità internazionale può intervenire con dichiarazioni congiunte per chiedere il rispetto dei diritti umani.

    Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)

    Continuare a monitorare la situazione di Amaghlobeli, sostenere le proteste pacifiche e chiedere alle autorità di rispettare le leggi internazionali sulla libertà di stampa.

    Cosa posso fare?

    Informarmi su fatti verificabili, condividere notizie accurate con amici e familiari, e, se possibile, partecipare a manifestazioni pacifiche o firmare petizioni che chiedano la liberazione di Amaghlobeli.

    Domande Frequenti

    • Qual è la durata della pena inflitta a Mzia Amaghlobeli?

      Due anni di reclusione.

    • Perché è stata multata due volte?

      Le autorità hanno emesso due multe per lo stesso atto di apposizione di un adesivo.

    • Qual è il ruolo delle missioni diplomatiche nella situazione?

      Hanno pubblicato una dichiarazione congiunta chiedendo la liberazione immediata di Amaghlobeli.

    • Che premio ha ricevuto Amaghlobeli?

      Il Premio Sakharov per la libertà di pensiero dell’Unione Europea.

    • Qual è l’obiettivo delle proteste pianificate?

      Mostrare solidarietà con Amaghlobeli e chiedere la sua liberazione.

    Nota redazionale:

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