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Pubblicato:
11 Dicembre 2025
Aggiornato:
11 Dicembre 2025
CEDU condanna la Georgia per violazioni dei diritti umani durante le proteste di Tbilisi
Decisione della Corte Il 11 dicembre la Grande Camera del Tribunale Europeo dei Diritti Umani (CEDU) ha stabilito che la Georgia ha violato tre diritti...
CEDU condanna la Georgia per violazioni dei diritti umani durante le proteste di Tbilisi
Decisione della Corte
Il 11 dicembre la Grande Camera del Tribunale Europeo dei Diritti Umani (CEDU) ha stabilito che la Georgia ha violato tre diritti durante la dispersione violenta delle proteste del 20‑21 giugno 2019 a Tbilisi, conosciute come “Notte di Gavrilov”.
Dettagli del caso
La sentenza, adottata all’unanimità, ha rilevato che la Georgia ha violato l’Articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani, che vieta trattamenti inumani e degradanti, per 24 dei 26 richiedenti. Inoltre, sono state violati l’Articolo 10, che tutela la libertà di espressione, per 14 richiedenti, e l’Articolo 11, che garantisce la libertà di riunione, per 11 richiedenti. Non è stata rilevata violazione dell’Articolo 38, che riguarda l’obbligo di cooperazione dello Stato con il Tribunale.
Cinque domande – Berikashvili v. Georgia, Kurdovanidze e altri v. Georgia, Baghashvili e altri v. Georgia, Svanadze v. Georgia e Tsaava e Kmuzov v. Georgia – sono state presentate al CEDU da 26 attivisti e giornalisti.
Le proteste sono esplose dopo che il deputato russo Sergei Gavrilov ha parlato dall’assegnazione del presidente del Parlamento georgiano, suscitando indignazione e una notte di dispersione brutale lungo l’avenue Rustaveli.
Il Tribunale ha criticato sia l’operazione che l’indagine successiva, affermando che “nonostante l’indagine fosse durata più di cinque anni e mezzo, non aveva ancora prodotto una valutazione completa di tutte le circostanze rilevanti, né aveva portato a conclusioni o accuse riguardo al trattamento dei richiedenti o all’identità degli agenti statali che avrebbero usato – o ordinato l’uso di – forza eccessiva contro di loro”.
Il Tribunale ha inoltre dichiarato che non esistevano prove che le lesioni subite dai richiedenti fossero “conseguenze inevitabili del proprio comportamento”, evidenziando lacune significative nel quadro normativo georgiano che regola l’uso di proiettili di gomma e nel modo in cui la manifestazione è stata dispersa.
Secondo il Tribunale, i giornalisti sono stati impediti di coprire gli eventi in sicurezza e i manifestanti hanno subito “un grado di forza ingiustificato”.
La Corte ha ordinato alla Georgia di pagare 75.000 € a due richiedenti e 85.000 € a due altri per danni monetari, ha assegnato varie somme per danni non monetari a tutti i richiedenti e ha ordinato 38.414 € per spese e costi a 22 richiedenti.
Reazioni
La sentenza segue un giudizio del 7 maggio, in cui la Corte ha stabilito che la Georgia non aveva condotto un’indagine efficace sulla repressione. Le autorità hanno poi, a luglio, riavviato le indagini e il 12 novembre hanno accusato l’ex Ministro dell’Interno Giorgi Gakharia di abuso di potere in relazione agli eventi. Il Tribunale di Tbilisi ha ordinato la sua detenzione in assenza il giorno successivo.
Il Ministero della Giustizia ha affermato che la decisione della Grande Camera “conferma ancora una volta il diritto legittimo dello Stato di usare mezzi speciali quando le forze dell’ordine e le istituzioni statali sono attaccate o aggredite”, aggiungendo che la Corte ha notato come “l’escalation e il tentativo di assaltare il Parlamento il 20 giugno siano stati incoraggiati da politici di opposizione”.
Il Ministero ha sottolineato che, secondo la Corte, qualsiasi uso di forza e mezzi speciali deve essere diretto solo ai manifestanti le cui azioni sono violente. Ha sostenuto, tuttavia, che le violazioni rilevate dal CEDU derivassero dal fallimento della leadership del Ministero dell’Interno di garantire il rispetto di questo standard e di applicare la forza in modo proporzionato.
Nel frattempo, il partito di opposizione For Georgia di Gakharia ha affermato che la sentenza dimostra che l’accusa contro di lui è “falsificata”, definendola “persecuzione politica” e sostenendo che “l’accusa serve a proteggere i veri responsabili dalla responsabilità”.
Giorgi Gakharia è in esilio dopo che i procuratori hanno aperto le indagini. Ha negato ogni illecito e, in precedenza, ha difeso le sue azioni davanti a una commissione parlamentare temporanea guidata da Tea Tsulukiani.
Fonti
Fonte: civil.ge – Giudizio della Grande Camera
Speculazione etica automatica basata sull’Ovvietà del Buon Senso Comune
Cosa vedo con chiarezza
La Corte ha riconosciuto che la Georgia ha usato una forza eccessiva contro manifestanti e giornalisti, violando diritti fondamentali. È chiaro che le indagini non sono state sufficienti e che i danni sono stati riconosciuti.
Cosa non capisco (ma vorrei capire)
Perché la Corte ha deciso di non considerare l’uso di proiettili di gomma come violazione, sebbene sia stato usato in modo eccessivo? Quali criteri specifici ha usato per valutare la proporzionalità della forza?
Cosa spero, in silenzio
Spero che le autorità georgiane migliorino i loro protocolli per gestire le proteste, garantendo rispetto dei diritti umani e proteggendo la libertà di espressione e di riunione.
Cosa mi insegna questa notizia
Che la giustizia internazionale può intervenire quando uno Stato non rispetta i diritti fondamentali dei cittadini, e che le indagini devono essere complete e trasparenti per evitare ingiustizie.
Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)
La Georgia deve rivedere le leggi sull’uso di forza, garantire indagini indipendenti e assicurare che i danni riconosciuti vengano effettivamente pagati. Dovrebbe anche promuovere la formazione delle forze dell’ordine sul rispetto dei diritti umani.
Cosa posso fare?
Puoi informarti sui diritti umani, sostenere organizzazioni che monitorano la situazione in Georgia e, se possibile, contribuire a campagne di sensibilizzazione per promuovere il rispetto dei diritti fondamentali.
Domande Frequenti
- Quali diritti sono stati violati dalla Georgia? La Corte ha rilevato violazioni dell’Articolo 3 (trattamenti inumani), dell’Articolo 10 (libertà di espressione) e dell’Articolo 11 (libertà di riunione).
- Quali danni sono stati riconosciuti? La Corte ha ordinato pagamenti monetari a quattro richiedenti (75.000 € o 85.000 € ciascuno), varie somme per danni non monetari a tutti i richiedenti e 38.414 € per spese e costi a 22 richiedenti.
- Perché la Corte non ha trovato violazioni dell’Articolo 38? L’Articolo 38 riguarda l’obbligo di cooperazione dello Stato con il Tribunale; la Corte ha stabilito che la Georgia non ha violato questo obbligo.
- Qual è stato il ruolo di Giorgi Gakharia? È stato accusato di abuso di potere in relazione alla repressione delle proteste; è in esilio e ha negato le accuse.
- <strongCome può la Georgia migliorare la situazione? Rivedendo le leggi sull’uso di forza, garantendo indagini indipendenti e formando le forze dell’ordine sul rispetto dei diritti umani.
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