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Pubblicato:
8 Dicembre 2025
Aggiornato:
8 Dicembre 2025
Georgian Dream amplia le restrizioni alle proteste includendo le zone pedonali
Georgian Dream prevede l’estensione delle leggi anti‑proteste alle zone pedonali Il partito in governo, Georgian Dream, ha annunciato un nuovo progetto di legge che estende...
Georgian Dream amplia le restrizioni alle proteste includendo le zone pedonali
Georgian Dream prevede l’estensione delle leggi anti‑proteste alle zone pedonali
Il partito in governo, Georgian Dream, ha annunciato un nuovo progetto di legge che estende le norme anti‑proteste anche alle zone pedonali. La proposta prevede l’obbligo di comunicare in anticipo le manifestazioni e la possibilità di reclusione amministrativa; per gli atti ripetuti, la legge prevede anche sanzioni penali.
Il progetto è stato presentato il 8 dicembre da Irakli Kirtskhalia, leader della maggioranza parlamentare di Georgian Dream. Si inserisce in un contesto di intensificata repressione delle manifestazioni quotidiane a Tbilisi, con l’introduzione di arresti e responsabilità penale per “blocco di strade” e “copertura del volto” durante le proteste (vedi articolo originale).
Secondo Kirtskhalia, le modifiche mirano a “proteggere al massimo l’equilibrio tra libertà di riunione ed espressione e i diritti dei cittadini che vivono quotidianamente in questo paese.” Ha citato le manifestazioni di Tbilisi, descrivendole come “un gruppo di trecento persone che cercano di creare il massimo disagio per i nostri cittadini.”
Le norme attuali richiedono la notifica preventiva, almeno cinque giorni prima, alle autorità comunali se la manifestazione è prevista per bloccare il traffico. Con la nuova legge, gli organizzatori dovranno comunicare al Ministero dell’Interno, che potrà proporre una località o un percorso alternativo se la scelta “minaccia l’ordine pubblico, il normale funzionamento di enti statali e pubblici, imprese, strutture e organizzazioni, o il movimento ininterrotto delle persone e i diritti e le libertà umane.”
Se i manifestanti rifiutano di adeguarsi e si radunano in una zona che “restrinja i diritti e le libertà umane,” potranno essere sottoposti a detenzione amministrativa fino a 15 giorni; gli organizzatori, fino a 20 giorni. Per le infrazioni ripetute, la legge prevede la responsabilità penale con pena di reclusione fino a un anno.
La proposta arriva in risposta alle proteste continue che sono esplose lo scorso novembre, dopo l’annuncio di Georgian Dream di sospendere l’integrazione nell’UE. Il partito ha già rafforzato le leggi sulle proteste, introducendo multe salate, detenzione amministrativa e sentenze penali per chi “blocca le strade” o “copre il volto” durante le manifestazioni, misure che i gruppi per i diritti umani hanno definito “criminalizzanti la protesta pacifica.”
Per quasi un anno, i manifestanti hanno bloccato quotidianamente l’avenue Rustaveli davanti al parlamento come gesto simbolico di resistenza. Nelle prime settimane di applicazione delle nuove norme, dal mese di ottobre, oltre cento persone sono state arrestate, molte in detenzione amministrativa, mentre una è stata accusata penalmente per un “atto ripetuto.”
Dal novembre, la polizia ha spinto i manifestanti sui marciapiedi per impedire i blocchi stradali, spingendoli a organizzare marce serali nel centro città. Le detenzioni, tuttavia, sono continuate durante queste manifestazioni.
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Fonti
Fonte: Civil Georgia
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Cosa vedo con chiarezza
Il governo ha deciso di rendere più restrittive le norme sulle proteste, estendendo le limitazioni anche alle zone pedonali. Le nuove regole prevedono la notifica al Ministero dell’Interno, la possibilità di reclusione amministrativa e, in caso di infrazioni ripetute, sanzioni penali.
Cosa non capisco (ma vorrei capire)
Perché il governo ha scelto di spostare la comunicazione dal livello comunale al Ministero dell’Interno? Quali criteri specifici verranno usati per valutare se una manifestazione “minaccia l’ordine pubblico”?
Cosa spero, in silenzio
Che le nuove norme non vengano usate per limitare la libertà di espressione e di riunione, ma per garantire la sicurezza di tutti i cittadini.
Cosa mi insegna questa notizia
Che le leggi sulle proteste possono evolvere rapidamente in risposta a eventi politici e sociali, e che le autorità devono bilanciare la sicurezza pubblica con i diritti fondamentali.
Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)
Monitorare l’applicazione delle nuove norme, verificare che le autorità rispettino i limiti di detenzione amministrativa e che non vengano imposte sanzioni eccessive. Garantire che i cittadini siano informati dei loro diritti e delle procedure da seguire.
Cosa posso fare?
Informarsi sulle leggi vigenti, partecipare a incontri pubblici per esprimere opinioni, e, se necessario, cercare assistenza legale per proteggere i propri diritti durante le manifestazioni.
Domande Frequenti
- Qual è l’obiettivo principale delle nuove leggi? L’obiettivo è proteggere l’ordine pubblico e i diritti dei cittadini, limitando le manifestazioni che possono bloccare il traffico o creare disagio.
- Chi deve ricevere la notifica delle manifestazioni? Con la nuova legge, la notifica deve essere inviata al Ministero dell’Interno anziché alle autorità comunali.
- Quali sono le sanzioni per chi non si conforma? I manifestanti possono essere sottoposti a detenzione amministrativa fino a 15 giorni, gli organizzatori fino a 20 giorni; per infrazioni ripetute, la pena può arrivare a un anno di reclusione.
- Come è stata ricevuta la proposta dal pubblico? La proposta è stata criticata da gruppi per i diritti umani, che l’hanno definita una forma di criminalizzazione della protesta pacifica.
- Quali sono le conseguenze per i manifestanti che hanno già partecipato alle proteste? Dal mese di ottobre, oltre cento persone sono state arrestate, molte in detenzione amministrativa, e una è stata accusata penalmente per un “atto ripetuto.”
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