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Pubblicato:
24 Dicembre 2025
Aggiornato:
24 Dicembre 2025
Studi iFact: il petrolio russo arriva in Europa tramite la Georgia, con rotte verso Paesi Bassi, Svizzera e Grecia
Introduzione Un nuovo studio giornalistico condotto dal collettivo iFact suggerisce che i prodotti petroliferi russi potrebbero arrivare nei Paesi Bassi, in Svizzera e in Grecia...
Studi iFact: il petrolio russo arriva in Europa tramite la Georgia, con rotte verso Paesi Bassi, Svizzera e Grecia
Introduzione
Un nuovo studio giornalistico condotto dal collettivo iFact suggerisce che i prodotti petroliferi russi potrebbero arrivare nei Paesi Bassi, in Svizzera e in Grecia passando per la Georgia. Il commercio è gestito da aziende legate al partito governante Georgian Dream e al mondo imprenditoriale russo.
Contesto dell’indagine
Secondo iFact, tre aziende georgiane importano prodotti petroliferi dalla Russia e li esportano in Europa, in parte o interamente prodotti in Russia. L’indagine, pubblicata il 19 dicembre, si basa su un’analisi di banche dati nazionali e internazionali, dati di tracciamento dei petroliera e altre fonti.
Export verso i Paesi Bassi
iFact indica che nel 2024 il traffico di petrolio ha seguito la rotta Russia‑Uzbekistan‑Georgia‑Paesi Bassi. Dal 2022 al 2025, la Georgia ha esportato 110.000 tonnellate (circa 790.000 barili) di petrolio e prodotti petroliferi verso i Paesi Bassi, di cui circa 430.000 barili nel 2024. La spedizione è stata gestita da Geo Logistic LLC, un’azienda georgiana co‑proprietaria del padre di sposo del ex ministro dell’Economia Romeo Mikautadze.
La società importa ufficialmente prodotti petroliferi dall’Uzbekistan, ma i dati mostrano che l’Uzbekistan potrebbe fungere da via di transito per il petrolio russo destinato alla Georgia. L’Uzbekistan non produce abbastanza petrolio per il proprio mercato e dipende dalle importazioni russe.
Un’altra anomalie è che Geo Logistic LLC non appare come importatore o esportatore in database internazionali. Secondo Geostat, l’azienda gestisce le importazioni e poi le re‑esporta per società non registrate in Georgia.
Infine, la Georgia ha registrato 60.000 tonnellate di esportazioni verso i Paesi Bassi nel 2024, mentre i registri di importazione olandesi ne riportano solo 10.900 tonnellate. iFact suggerisce che il resto potrebbe essere stato distribuito tramite scambi triangolari o trasferimenti “Ship-to-Ship” prima che il petrolio entrasse nel territorio olandese.
Export verso la Svizzera
La Svizzera è stata la seconda destinazione europea per le esportazioni di prodotti petroliferi georgiani tra il 2022 e il 2024, con spedizioni totali di 39.000 tonnellate. L’analisi ha individuato ZD Oil Company come importatore di prodotti petroliferi russi e come esportatore verso la Svizzera.
ZD Oil Company, fondata nel 2013, è registrata in Georgia e ha un ruolo di rilievo tra i principali esportatori di petrolio. La società è di proprietà di Davit Kapanadze (55%) e Gabriel Nazarashvili (45%), entrambi con doppia cittadinanza russa-georgiana. iFact ha evidenziato legami con il partito governante Georgian Dream e con familiari di Bidzina Ivanishvili.
Il direttore Badri Butkhuzi ha confermato che l’azienda esporta petrolio in Svizzera e in Dubai. Secondo iFact, ZD Oil Company ha importato petrolio grezzo e prodotti petroliferi da Russia, Bulgaria, Romania, Bielorussia e Turkmenistan tra il 2020 e il 2024.
Butkhuzi ha dichiarato che i prodotti acquistati dalla Russia sono “additivi usati nella produzione di benzina di alta qualità”. Tuttavia, i dati doganali indicano importazioni da diverse società russe, tra cui Gazprom Neftekhim Salavat, Gazprom Export, Taif-NK, Tatneft e Ural Petrochemical Company.
Export verso la Grecia
iFact ha rilevato un forte aumento delle esportazioni di petrolio e prodotti petroliferi dalla Georgia verso la Grecia dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Prima del 2019, la Georgia non esportava petrolio in Grecia. Dal 2019 al 2022, le esportazioni totalizzavano 8.300 tonnellate, mentre nel 2023–2024 sono salite a 37.000 tonnellate.
Secondo l’indagine, prima del 2022 le spedizioni verso la Grecia erano registrate come re‑esportazioni, ma dal momento della guerra con l’Ucraina sono state classificate come esportazioni locali, indicando una possibile lavorazione o estrazione interna. iFact ha attribuito le 37.000 tonnellate a RUSTAVOIL, una raffineria di Rustavi.
RUSTAVOIL ha ricevuto un terreno di 10 ettari dal governo a un prezzo simbolico di 1 GEL. L’azienda ha registrato un forte aumento dei ricavi nel 2023–2024, in linea con un incremento di venti volte delle importazioni russe.
Il principale azionista di RUSTAVOIL è Kakhi Zhordania, figlio di Maka Asatiani, proprietario di Black Sea Petroleum, che gestisce la raffineria Kulevi. La raffineria ha recentemente ricevuto un carico di petrolio russo da Russneft, società sanzionata dal Regno Unito, e il petroliera Kayseri è stato inserito nella lista di sanzioni dell’UE.
Fonti
iFact – https://ifact.ge/en/ghost-cargo-traced-how-russian-oil-finds-its-way-to-europe-via-georgia/
Speculazione etica automatica basata sull’Ovvietà del Buon Senso Comune
Cosa vedo con chiarezza
Le aziende georgiane sembrano fungere da intermediari per il petrolio russo destinato a paesi europei. I dati mostrano importazioni e esportazioni che non corrispondono alle registrazioni ufficiali, suggerendo transazioni di transito.
Cosa non capisco (ma vorrei capire)
Perché alcune società non appaiono nei database internazionali? Qual è il ruolo preciso delle transazioni “Ship-to-Ship” e come influiscono sulle statistiche di importazione?
Cosa spero, in silenzio
Che le autorità nazionali e internazionali riescano a monitorare meglio le rotte di transito e a garantire la trasparenza delle operazioni commerciali.
Cosa mi insegna questa notizia
Che le reti commerciali possono essere complesse e che i dati ufficiali non sempre riflettono la realtà delle transazioni. È importante verificare le fonti e confrontare le statistiche.
Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)
Controllare le registrazioni doganali, verificare la presenza di società in transito e assicurarsi che le esportazioni siano correttamente riportate nei registri nazionali e internazionali.
Cosa posso fare?
Segnalare eventuali incongruenze alle autorità competenti, consultare fonti affidabili e mantenere un approccio critico verso le informazioni pubblicate.
Domande Frequenti
1. Qual è lo scopo principale dell’indagine di iFact?
Individuare se i prodotti petroliferi russi arrivano in Europa tramite la Georgia e analizzare le rotte commerciali e le società coinvolte.
2. Quali paesi europei sono stati menzionati come destinazioni?
I Paesi Bassi, la Svizzera e la Grecia.
3. Come è stata gestita l’esportazione verso i Paesi Bassi?
Attraverso la società Geo Logistic LLC, che importa dal Russia‑Uzbekistan‑Georgia e poi esporta verso i Paesi Bassi.
4. Qual è il ruolo di ZD Oil Company nella Svizzera?
Importa prodotti petroliferi russi e li esporta in Svizzera, con legami con il partito governante Georgian Dream.
5. Che cambiamenti sono stati osservati nelle esportazioni verso la Grecia?
Un forte aumento dopo l’invasione russa dell’Ucraina, con esportazioni che sono state classificate come locali, suggerendo una possibile lavorazione interna.
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