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Pubblicato:

26 Dicembre 2025

Aggiornato:

26 Dicembre 2025

Tribunale di Donetsk condanna in assenza una donna georgiana a 15 anni per attività di mercenario

Sentenza del tribunale di Donetsk Il tribunale della regione ucraina di Donetsk, occupata dalla Russia, ha condannato in assenza Nino Kakhniashvili, cittadina georgiana di 28 anni,...

Tribunale di Donetsk condanna in assenza una donna georgiana a 15 anni per attività di mercenario

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    Sentenza del tribunale di Donetsk

    Il tribunale della regione ucraina di Donetsk, occupata dalla Russia, ha condannato in assenza Nino Kakhniashvili, cittadina georgiana di 28 anni, a 15 anni di reclusione in una colonia penale. La condanna è stata emessa per l’accusa di aver combattuto per l’Ucraina come “mercenario”.

    La Kakhniashvili ha respinto le accuse, affermando che il suo ruolo in Ucraina si limitava all’assistenza medica.

    Dettagli delle accuse

    Secondo una dichiarazione dell’ufficio del procuratore de facto di Donetsk, la Kakhniashvili è arrivata in Ucraina ad aprile 2022 e si è iscritta volontariamente al Liceo Nazionale Georgiano, una formazione di volontari militari. La dichiarazione sostiene che abbia ricevuto addestramento al combattimento e abbia preso parte a operazioni militari contro le forze russe fino a settembre 2022.

    Successivamente, avrebbe lasciato l’Ucraina per tornare in Georgia dopo aver appreso che il comando ucraino aveva deciso di “disporre attivamente i combattenti georgiani sulle linee di fronte durante una controffensiva”. La stessa dichiarazione afferma che la Kakhniashvili è tornata nella zona di combattimento nella primavera 2023 e vi è rimasta fino a giugno 2025, periodo durante il quale avrebbe ricevuto più di due milioni di rubli per le sue “attività mercenarie”.

    La condanna si basa sull’articolo 359, parte 3, del Codice penale russo, che criminalizza la partecipazione a un conflitto armato come mercenario. Il tribunale de facto l’ha condannata in assenza a servire la pena in una colonia correttiva a regime generale.

    Azioni delle autorità russe

    Le autorità russe hanno messo la Kakhniashvili su una lista internazionale di ricercati il 15 dicembre. In risposta alle accuse, la Kakhniashvili ha negato qualsiasi coinvolgimento in combattimenti.

    Il 18 dicembre, ha scritto su Facebook: “Confermo di essere stata presente nei cosiddetti punti caldi, tuttavia le mie attività si sono limitate esclusivamente a svolgere compiti medici”. Ha aggiunto che ha fornito assistenza medica a personale militare, indipendentemente dalla cittadinanza, e a civili.

    Ha definito le accuse infondate, sostenendo che le sue azioni “in nessun momento hanno superato il quadro dei doveri professionali di un medico, le norme etiche e i protocolli medici internazionali”.

    Fonti

    Fonte: TASS – “Sentenza del tribunale di Donetsk”

    Speculazione etica automatica basata sull’Ovvietà del Buon Senso Comune

    Cosa vedo con chiarezza

    Vedo che un tribunale di Donetsk ha emesso una sentenza in assenza, accusando una cittadina georgiana di aver combattuto come mercenario. La Kakhniashvili ha negato le accuse, affermando di aver svolto solo compiti medici.

    Cosa non capisco (ma vorrei capire)

    Non è chiaro quali prove siano state presentate per sostenere l’accusa di attività mercenarie, né come sia stato verificato il pagamento di oltre due milioni di rubli. Non è chiaro anche se la Kakhniashvili abbia avuto la possibilità di difendersi in tribunale.

    Cosa spero, in silenzio

    Spero che la procedura legale sia stata condotta con equità e che la Kakhniashvili abbia avuto l’opportunità di presentare la propria versione dei fatti.

    Cosa mi insegna questa notizia

    La notizia mostra come le autorità possono utilizzare il sistema giudiziario per perseguire individui in conflitto armato, anche quando le attività svolte possono essere di natura non bellica, come l’assistenza medica.

    Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)

    Rimane verificare la legittimità delle accuse, garantire il rispetto dei diritti di difesa e monitorare eventuali richieste di appello o di revisione della sentenza.

    Cosa posso fare?

    Non posso intervenire direttamente nella procedura giudiziaria, ma posso informarmi sulle norme internazionali che tutelano i medici in zone di conflitto e condividere queste informazioni con chi può averne bisogno.

    Domande Frequenti

    • Chi è Nino Kakhniashvili? È una cittadina georgiana di 28 anni accusata dal tribunale di Donetsk di aver combattuto in Ucraina come mercenario.
    • Perché è stata condannata? La condanna è stata emessa per l’accusa di aver partecipato a un conflitto armato come mercenario, secondo l’articolo 359, parte 3, del Codice penale russo.
    • Cos’è “in absentia”? Significa che la sentenza è stata emessa senza la presenza del condannato; la persona non è stata presente al processo.
    • Qual è la base legale della condanna? L’articolo 359, parte 3, del Codice penale russo, che criminalizza la partecipazione a un conflitto armato come mercenario.
    • Che cosa è successo dopo la sentenza? Le autorità russe hanno messo la Kakhniashvili su una lista internazionale di ricercati e ha pubblicato una dichiarazione su Facebook in cui afferma di aver svolto solo compiti medici.

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