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Pubblicato:

9 Ottobre 2025

Aggiornato:

9 Ottobre 2025

Caso Spie Ungheresi a Bruxelles: Nuove Rivelazioni Sull’Infiltrazione della Commissione Europea da Parte di Agenti di Orbán

IndiceSpie nella Commissione europea per conto di Orbán: a Bruxelles scoppia un nuovo caso UngheriaApprofondimentoPossibili ConseguenzeOpinioneAnalisi Critica dei FattiSpie nella Commissione europea per conto di...

Caso Spie Ungheresi a Bruxelles: Nuove Rivelazioni Sull’Infiltrazione della Commissione Europea da Parte di Agenti di Orbán

Caso Spie Ungheresi a Bruxelles: Nuove Rivelazioni Sull'Infiltrazione della Commissione Europea da Parte di Agenti di Orbán
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    Spie nella Commissione europea per conto di Orbán: a Bruxelles scoppia un nuovo caso Ungheria

    Bruxelles – Nuovo capitolo del complicato rapporto tra l’Unione europea e Viktor Orbán: Budapest avrebbe spiato per anni la Commissione europea, attraverso agenti dei servizi segreti sotto copertura presso la Rappresentanza permanente d’Ungheria a Bruxelles. C’è di più, in quel periodo – tra il 2012 e il 2018 – a guidare il corpo diplomatico ungherese presso l’Ue era Olivér Várhelyi, attuale commissario europeo nell’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen e già commissario nella prima Commissione von der Leyen.

    La rivelazione shock proviene da un’indagine condotta dal collettivo giornalistico ungherese Direkt36, in collaborazione con alcuni quotidiani, tra cui il tedesco Der Spiegel, l’austriaco Der Standard e il belga De Tijd. Una bomba a cui la Commissione europea ha dovuto reagire immediatamente: “Istituiremo un gruppo interno per esaminare queste accuse”, ha annunciato oggi un portavoce di palazzo Berlaymont, aggiungendo che l’esecutivo “prende molto sul serio tali accuse”.

    Caso Spie Ungheresi a Bruxelles: Nuove Rivelazioni Sull'Infiltrazione della Commissione Europea da Parte di Agenti di Orbán

    A dire il vero, non è la prima volta che l’Ufficio Informazioni (IH) ungherese viene accusato di condurre operazioni di spionaggio su funzionari europei per conto di Orbán. Lo stesso Direkt36, l’anno scorso, aveva documentato un caso simile: tra il 2015 e il 2017, i servizi segreti di Budapest avevano sorvegliato e intercettato il personale dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), che al tempo stava investigando su una società di proprietà del genero del primo ministro per sospetto uso improprio di fondi comunitari. La vicenda è stata perfino oggetto di dibattito all’Eurocamera, nel gennaio 2025.

    Questa volta però, le rivelazioni riguardano un bersaglio molto più ingombrante. E coinvolgono – o quanto meno lambiscono – anche l’uomo di fiducia di Orbán a Bruxelles, Olivér Várhelyi, che dal 2019 è membro del collegio dei Commissari di Ursula von der Leyen. Prima come commissario per l’Allargamento, attualmente come responsabile per la Salute e il benessere animale. Tra il 2015 e il 2019 però, Várhelyi si trovava già a Bruxelles in qualità di Rappresentante Permanente dell’Ungheria presso l’Unione Europea. È decisamente improbabile che, data la sua posizione, non fosse a conoscenza delle attività di spionaggio che si svolgevano nella sua ambasciata.

    Sulla base di interviste condotte con decine di addetti ai lavori – ex membri della Rappresentanza permanente ungherese e dell’IH, diplomatici di altri Paesi membri di stanza a Bruxelles e funzionari stessi della Commissione europea -, l’inchiesta ha ricostruito uno schema per cui membri dell’intelligence ungherese, ufficialmente impiegati presso la Rappresentanza, cercavano di reclutare cittadini ungheresi che lavoravano nell’esecutivo europeo per carpire informazioni utili agli interessi del governo.

    Secondo le testimonianze riportate da Direkt36, gli agenti sotto copertura diplomatica cercavano di corrompere i connazionali funzionari dell’Ue con denaro, opportunità di avanzamento di carriera o appelli al loro dovere patriottico. In realtà, l’obiettivo era garantire – come nel caso dello spionaggio ai danni di OLAF – che lo stesso Orbán ricevesse con anticipo informazioni su qualsiasi azione di Bruxelles che potesse minacciare i suoi interessi. Tra il 2012 e il 2018 infatti, i rapporti tra il leader sovranista e la Commissione europea precipitarono, con diverse dispute su libertà dei media, stato di diritto e indipendenza giudiziaria, uso improprio dei fondi Ue.

    Approfondimento

    La vicenda delle spie ungheresi a Bruxelles ha sollevato molte domande sulla trasparenza e sulla sicurezza all’interno delle istituzioni europee. La Commissione europea ha annunciato di voler condurre un’indagine approfondita sulle accuse e di voler prendere misure per prevenire future violazioni della sicurezza. Tuttavia, la questione solleva anche interrogativi sulla responsabilità di Olivér Várhelyi, attuale commissario europeo, e sulla sua possibile conoscenza delle attività di spionaggio.

    Secondo alcuni esperti, la vicenda potrebbe avere conseguenze significative per la politica europea, in particolare per i rapporti tra l’Ungheria e l’Unione europea. La questione della spionaggio potrebbe essere utilizzata come pretesto per aumentare la pressione sull’Ungheria e sul suo governo, già criticato per la sua politica sovranista e per la sua gestione dei fondi europei.

    Possibili Conseguenze

    La vicenda delle spie ungheresi a Bruxelles potrebbe avere conseguenze significative per la politica europea e per i rapporti tra l’Ungheria e l’Unione europea. Alcune delle possibili conseguenze includono:

    Un aumento della pressione sull’Ungheria e sul suo governo, già criticato per la sua politica sovranista e per la sua gestione dei fondi europei.

    Una revisione della politica di sicurezza all’interno delle istituzioni europee, per prevenire future violazioni della sicurezza.

    Un rafforzamento della cooperazione tra le agenzie di intelligence europee, per contrastare le attività di spionaggio e proteggere la sicurezza dell’Unione europea.

    Opinione

    La vicenda delle spie ungheresi a Bruxelles è un esempio di come la politica europea possa essere influenzata da fattori esterni, come la spionaggio e la corruzione. È importante che le istituzioni europee prendano misure per prevenire future violazioni della sicurezza e per proteggere la trasparenza e la democrazia all’interno dell’Unione europea.

    La questione della spionaggio solleva anche interrogativi sulla responsabilità dei leader politici e sulla loro possibile conoscenza delle attività di spionaggio. È importante che i leader politici siano trasparenti e onesti nella loro gestione della sicurezza e della politica estera.

    Analisi Critica dei Fatti

    La vicenda delle spie ungheresi a Bruxelles è un esempio di come la politica europea possa essere influenzata da fattori esterni, come la spionaggio e la corruzione. È importante analizzare criticamente i fatti e le conseguenze di questa vicenda, per comprendere meglio la politica europea e le sfide che l’Unione europea deve affrontare.

    Alcune delle domande che è importante porre includono: Quali sono le conseguenze della spionaggio per la sicurezza dell’Unione europea? Come possono le istituzioni europee prevenire future violazioni della sicurezza? Quali sono le responsabilità dei leader politici nella gestione della sicurezza e della politica estera?

    È importante anche considerare le fonti delle informazioni e le possibili motivazioni dei protagonisti della vicenda. La trasparenza e la democrazia all’interno dell’Unione europea dipendono dalla capacità di analizzare criticamente i fatti e di prendere decisioni informate.

    Giornale: eunews.it

    Autore: Non specificato

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