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Pubblicato:

5 Ottobre 2025

Aggiornato:

5 Ottobre 2025

Devil in the Dust review – Guy Pearce leads old west outcasts on a supernatural mission with a message

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Devil in the Dust review – Guy Pearce leads old west outcasts on a supernatural mission with a message

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    Recensione di Devil in the Dust: Guy Pearce guida gli outcast del vecchio west in una missione soprannaturale con un messaggio

    Una bambina con un tocco fatale diventa una metafora intrigante per il fardello dell’uomo bianco in un film impressionante di Ned Crowley.

    Sebbene non sia esattamente nel livello più alto dei western del XXI secolo, questo film soprannaturale del regista Ned Crowley ha un profilo distintivo. Innanzitutto, il film è stato girato in modo splendido, a partire dalla scena di apertura, che si allontana da un paesaggio allucinato fino a quando non vediamo la fonte di un suono strano: un mazzo di carte mescolate nelle mani di un desperado. E il concetto centrale – una bambina (Emily Katherine Ford) il cui tocco è fatale – si sviluppa in una metafora intrigante per le conseguenze del fardello dell’uomo bianco.

    Devil in the Dust review – Guy Pearce leads old west outcasts on a supernatural mission with a message

    A eccezione del fatto che, inizialmente, la bambina è un fardello per una donna nera. L’ex schiava Sarah (DeWanda Wise) gestisce un podere ai margini di una città dell’Arizona in un periodo colpito dalla peste. Gli abitanti del luogo, già nervosi, la evitano lei e sua figlia, anche se tiene le mani della bambina coperte con guanti. Sempre più provata, Sarah assume il dottor Bender (Guy Pearce), un medico mentalmente distrutto – che si addormenta ogni notte dopo la sua stessa tragedia familiare – per scortarle attraverso il deserto per andare a vedere un predicatore che possa esorcizzare questa forza oscura. Un razionalista amaro, lui deride il suo piano – ma è felice di prendere i suoi soldi.

    Approfondimento

    Il film Devil in the Dust esplora temi come la superstizione, la fede e il razzismo, utilizzando la storia di una bambina con un tocco fatale come metafora per le conseguenze del colonialismo e dello sfruttamento. La scelta di ambientare la storia nel vecchio west, un periodo di grande cambiamento e instabilità, aggiunge un ulteriore livello di complessità alla narrazione. La regia di Ned Crowley e le interpretazioni degli attori, tra cui Guy Pearce e DeWanda Wise, contribuiscono a creare un’atmosfera tesa e inquietante.

    Possibili Conseguenze

    Il film Devil in the Dust potrebbe avere un impatto significativo sul pubblico, sollevando questioni importanti sulla natura della fede, della superstizione e del razzismo. La rappresentazione di personaggi marginalizzati e la loro lotta per la sopravvivenza in un mondo ostile potrebbe contribuire a sensibilizzare gli spettatori sui temi della giustizia sociale e dell’uguaglianza. Inoltre, la critica al colonialismo e allo sfruttamento potrebbe stimolare una riflessione più ampia sulla storia e sulle sue conseguenze ancora oggi.

    Opinione

    Il film Devil in the Dust è un’opera impressionante che utilizza la storia di una bambina con un tocco fatale come metafora per le conseguenze del colonialismo e dello sfruttamento. La regia di Ned Crowley e le interpretazioni degli attori contribuiscono a creare un’atmosfera tesa e inquietante, sollevando questioni importanti sulla natura della fede, della superstizione e del razzismo. Il film è un esempio di come il cinema possa essere utilizzato per stimolare la riflessione e la sensibilizzazione su temi importanti, e merita di essere visto e discusso.

    Giornale: The Guardian
    Autore: Non specificato
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