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Pubblicato:
3 Ottobre 2025
Aggiornato:
3 Ottobre 2025
Gaza has become journalism’s graveyard. Killing journalists is killing the truth | Anthony Bellanger
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Gaza has become journalism’s graveyard. Killing journalists is killing the truth | Anthony Bellanger
Gaza, il cimitero del giornalismo
Se accettiamo che i reporter muoiano a Gaza, apriamo la strada ad altri regimi che considerano l’omicidio di giornalisti un normale strumento di guerra.
La storia sarà gentile solo con i testimoni. A Gaza, ricorderà il nome di Anas al-Sharif, un giovane reporter di Al Jazeera ucciso il 10 agosto 2025. Ricorderà anche i 222 altri giornalisti palestinesi assassinati negli ultimi due anni dall’esercito israeliano, secondo il monitoraggio della Federazione Internazionale dei Giornalisti. Ma coloro che hanno scelto di eliminare questi lavoratori dei media saranno condannati per sempre.

Ormai da 24 lunghi mesi, Gaza è diventata il posto più pericoloso del mondo per esercitare la nostra professione. Israele proibisce ai giornalisti stranieri di entrare nel territorio, quindi la verità dipende esclusivamente dai reporter palestinesi – quasi tutti membri del Sindacato dei Giornalisti Palestinesi, affiliato alla FIJ. Troppo spesso lavorano senza protezione e senza rifugio per le loro famiglie. E troppo spesso, sono direttamente presi di mira.
Approfondimento
La situazione a Gaza è diventata sempre più critica negli ultimi anni, con un aumento significativo della violenza contro i giornalisti. Secondo la Federazione Internazionale dei Giornalisti, il numero di giornalisti uccisi a Gaza è in costante aumento, e la comunità internazionale deve prendere misure urgenti per proteggere i giornalisti e garantire la libertà di stampa.
La proibizione di Israele ai giornalisti stranieri di entrare a Gaza ha reso difficile la raccolta di informazioni e la verifica dei fatti, lasciando i reporter palestinesi come unica fonte di notizie. Tuttavia, anche questi reporter sono a rischio, poiché sono spesso presi di mira dall’esercito israeliano.
Possibili Conseguenze
La violenza contro i giornalisti a Gaza può avere conseguenze gravi e durature. La perdita di vite umane e la distruzione della libertà di stampa possono portare a una mancanza di informazioni accurate e imparziali, favorendo la diffusione di notizie false e la manipolazione dell’opinione pubblica.
Inoltre, la normalizzazione dell’omicidio di giornalisti come strumento di guerra può avere ripercussioni a livello globale, incoraggiando altri regimi a utilizzare tattiche simili per silenziare i critici e i testimoni.
Opinione
La comunità internazionale deve condannare fermamente la violenza contro i giornalisti a Gaza e prendere misure concrete per proteggere i reporter e garantire la libertà di stampa. È fondamentale che i governi e le organizzazioni internazionali lavorino insieme per creare un ambiente sicuro e protetto per i giornalisti, in modo che possano svolgere il loro lavoro senza timore di violenza o repressione.
È anche importante che i media e l’opinione pubblica siano consapevoli dell’importanza della libertà di stampa e del ruolo dei giornalisti nel raccontare la verità e denunciare le ingiustizie. Solo attraverso la solidarietà e il sostegno ai giornalisti possiamo garantire che la verità sia raccontata e che la giustizia sia fatta.
Giornale: The Guardian
Autore: Anthony Bellanger
Rielaborazione del contenuto secondo i principi di oggettività, semplicità e rispetto per la verità.
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