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Pubblicato:

21 Gennaio 2026

Aggiornato:

21 Gennaio 2026

Ian McKellen e la realtà mista: un nuovo teatro al Shed di New York

Un nuovo tipo di teatro: può Ian McKellen, 52 telecamere e la realtà mista reinventare il medium? Al Shed di New York, gli spettatori che...

Ian McKellen e la realtà mista: un nuovo teatro al Shed di New York

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    Un nuovo tipo di teatro: può Ian McKellen, 52 telecamere e la realtà mista reinventare il medium?

    Al Shed di New York, gli spettatori che indossano occhiali intelligenti assistono a una nuova rappresentazione sperimentale in cui gli attori appaiono in forma video.

    Ti siedi in cerchio al Shed, il centro culturale di Manhattan nel moderno Hudson Yards, aspettando l’inizio dello spettacolo. Con gli occhiali intelligenti, vedi quattro sedie vuote di fronte a te, appena fuori portata. Osservi gli sconosciuti che cercano gli attori. Quando arrivano, uno alla volta, senti un certo disagio: ognuno ti fissa dritto negli occhi. “Non ti preoccupare”, ti rassicura l’illustre attore britannico Ian McKellen, mentre gli attori si sistemano.

    Ian McKellen e la realtà mista: un nuovo teatro al Shed di New York

    In realtà gli attori non sono presenti fisicamente: McKellen, insieme a Golda Rosheuvel, Arinzé Kene e Rosie Sheehy, appare in An Ark, una nuova opera al Shed, in forma video, un’ombra quasi opaca sovrapposta al tappeto rosso e alle pareti bianche del teatro e ai contorni di circa 180 altri spettatori. L’opera, scritta quasi interamente in seconda persona da Simon Stephens (l’ultimo spettacolo, Vanya, ha colpito il pubblico al Lucille Lortel theater l’anno scorso), è una delle prime rappresentazioni di “realtà mista” a New York, che unisce l’esperienza fisica a elementi digitali. Per 47 minuti gli attori parlano direttamente a te, lo spettatore. Il loro sguardo rimane fisso su di te. “Non ti preoccupare”, ripetono più volte. (A causa di alcuni malfunzionamenti tecnici al preview che ho visto, alcuni spettatori si sono agitati.)

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    Fonti

    Fonte: The Guardian

    Speculazione Etica Automatica Basata sulla Semplice Ovvietà del Buon Senso Comune

    Cosa vedo con chiarezza

    Gli spettatori indossano occhiali intelligenti e vedono gli attori in forma video sul palco.

    Cosa non capisco (ma vorrei capire)

    Perché alcuni malfunzionamenti tecnici hanno causato agitazione tra gli spettatori.

    Cosa spero, in silenzio

    Che la tecnologia funzioni senza problemi in futuro.

    Cosa mi insegna questa notizia

    Che il teatro può usare nuove tecnologie per creare esperienze diverse.

    Cosa collega questa notizia ad altri temi

    Altri spettacoli di realtà mista che combinano elementi fisici e digitali.

    Cosa mi dice la storia

    Gli attori possono apparire sul palco anche se non sono fisicamente presenti.

    Perché succede

    Per sperimentare nuove forme di rappresentazione teatrale.

    Cosa potrebbe succedere

    Gli spettatori potrebbero sentirsi agitati se la tecnologia non funziona correttamente.

    Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)

    Migliorare la stabilità della tecnologia usata nello spettacolo.

    Cosa posso fare?

    Partecipare allo spettacolo e fornire feedback costruttivo.

    Per saperne di più

    Leggi l’articolo completo su The Guardian.

    Domande Frequenti

    Che cosa è An Ark? È una nuova opera teatrale al Shed che utilizza la realtà mista per mostrare gli attori in forma video.

    <strongChi è Ian McKellen? È un attore britannico di fama internazionale, presente in questa opera.

    <strongCome funziona la tecnologia? Gli spettatori indossano occhiali intelligenti che proiettano gli attori sul palco.

    <strongChe cos’è la realtà mista? È una combinazione di elementi fisici e digitali in un’esperienza teatrale.

    <strongCosa succede se c’è un malfunzionamento? Alcuni spettatori possono sentirsi agitati, come avvenuto durante il preview.

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