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Pubblicato:
7 Ottobre 2025
Aggiornato:
7 Ottobre 2025
Tron Ares una delusione noiosa e priva di senso nella serie di sci-fi
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Tron Ares una delusione noiosa e priva di senso nella serie di sci-fi
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Recensione di Tron: Ares – anche Gillian Anderson non può salvare questo sci-fi noiosissimo
Il terzo capitolo della serie Tron si rivela essere un’opera noiosa e priva di senso, con un cameo di Jeff Bridges in un abito bianco e una performance irritante di Jared Leto nel ruolo di un umanoide con i capelli da hipster.
La matrice della noia è stata ricaricata in questo sci-fi che è più simile a uno screensaver che a un vero film. Si tratta del terzo capitolo della serie Tron, iniziata con il film originale del 1982, che fu all’epoca un’opera innovativa e coraggiosa, qualità che questo film e il suo predecessore Tron Legacy del 2010 non possiedono. Tron: Ares ha un solo momento di vita, quando Evan Peters riceve uno schiaffo in faccia da Gillian Anderson, che interpreta sua madre, in un momento di realtà analogica old-style. Questo è il tipo di educazione che si potrebbe voler dare ai produttori coinvolti in questo film, ed è triste vedere attori come Greta Lee e Jodie Turner-Smith essere resi così privi di vita.

La situazione attuale è che un’azienda di intelligenza artificiale malvagia di nome Dillinger è diventata una rivale della società di realtà virtuale Encom, fondata originariamente negli anni ’80 da Kevin Flynn, interpretato da Jeff Bridges. Questa Dillinger, fondata originariamente dal dirigente Encom Ed Dillinger, interpretato da David Warner, è guidata dal fondatore del nipote odiosamente nerd Julian, interpretato da Evan Peters, che ha un piano grandioso per progettare e creare cose profittevoli come soldati e carri armati nella griglia di realtà virtuale e poi esportarli nella realtà utilizzando una sorta di stampante 3D.
Approfondimento
La trama di Tron: Ares si concentra sull’azienda Dillinger e sui suoi piani per utilizzare la realtà virtuale per creare armi e tecnologie avanzate. Tuttavia, il film non esplora a fondo le implicazioni etiche di tali tecnologie e si concentra invece su azioni e effetti speciali. La presenza di attori come Gillian Anderson e Jeff Bridges non è sufficiente a salvare il film dalla sua noia e mancanza di senso.
Possibili Conseguenze
Il film Tron: Ares potrebbe avere conseguenze negative sulla percezione della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale da parte del pubblico. La rappresentazione di queste tecnologie come strumenti di controllo e distruzione potrebbe contribuire a creare una visione negativa di queste innovazioni e rallentare il loro sviluppo e utilizzo. Inoltre, il film potrebbe anche influenzare la percezione della serie Tron e dei suoi personaggi, potenzialmente danneggiando la reputazione della franchise.
Opinione
Il film Tron: Ares è un esempio di come un’idea interessante possa essere rovinata da una cattiva esecuzione. La mancanza di senso e la noia del film sono evidenti, e la presenza di attori di talento non è sufficiente a salvare il film. Speriamo che futuri progetti della serie Tron possano tornare alle radici innovative e coraggiose del film originale e offrire una visione più interessante e significativa della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale.
Giornale: The Guardian
Autore: Non specificato
Rielaborazione del contenuto secondo i principi di oggettività, semplicità e rispetto per i fatti.
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