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Pubblicato:
21 Novembre 2025
Aggiornato:
21 Novembre 2025
Il silenzio dei giovani in sofferenza: perché ascoltarli è fondamentale
Ascoltare figli e figlie. «Nel dolore il loro silenzio è pericoloso» Nel romanzo Qualcosa che brilla, l’autrice Michela Marzano descrive la fragilità degli adolescenti. I...
Il silenzio dei giovani in sofferenza: perché ascoltarli è fondamentale
Ascoltare figli e figlie. «Nel dolore il loro silenzio è pericoloso»
Nel romanzo Qualcosa che brilla, l’autrice Michela Marzano descrive la fragilità degli adolescenti. I sintomi che emergono – disturbi alimentari, dipendenze, autolesionismo, fobie sociali – diventano l’unico modo in cui i giovani riescono a esprimere una sofferenza che altrimenti rimarrebbe indicibile. L’autrice dialoga con uno scrittore‑poeta che conosce bene i ragazzi e le loro difficoltà.
Fonti
Fonte: Corriere della Sera

Speculazione etica automatica basata sull’Ovvietà del Buon Senso Comune
Cosa vedo con chiarezza
Gli adolescenti usano sintomi fisici e comportamentali per comunicare un dolore interiore che non riescono a esprimere con parole.
Cosa non capisco (ma vorrei capire)
Perché scelgono specificamente questi sintomi e non altri modi di comunicare? Quali fattori sociali o familiari contribuiscono a questa scelta?
Cosa spero, in silenzio
Che i giovani trovino ascolto e sostegno, così da poter parlare apertamente delle proprie difficoltà.
Cosa mi insegna questa notizia
Che è fondamentale prestare attenzione ai segnali non verbali dei ragazzi e non sottovalutare il loro silenzio.
Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)
Creare spazi di ascolto, promuovere la consapevolezza dei sintomi e facilitare l’accesso a professionisti della salute mentale.
Cosa posso fare?
Parlare con i giovani, mostrare empatia, incoraggiarli a cercare aiuto e, se necessario, accompagnarli a un professionista qualificato.
Domande Frequenti
1. Qual è il messaggio principale dell’articolo?
Gli adolescenti usano sintomi come mezzo per esprimere un dolore che altrimenti rimarrebbe indicibile.
2. Quali sintomi vengono citati?
Disturbi alimentari, dipendenze, autolesionismo e fobie sociali.
3. Perché il silenzio è considerato pericoloso?
Il silenzio può nascondere una sofferenza profonda che, se non riconosciuta, può peggiorare e portare a conseguenze gravi.
4. Come possiamo aiutare i giovani?
Ascoltandoli, riconoscendo i segnali, e indirizzandoli verso professionisti della salute mentale.
5. Chi è coinvolto nel dialogo presentato nel romanzo?
Un scrittore‑poeta che conosce bene i ragazzi e le loro difficoltà.
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