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Pubblicato:

4 Gennaio 2026

Aggiornato:

4 Gennaio 2026

Bologna: 35 anni dalla strage del Pilastro, la memoria vive e le indagini continuano

Bologna, la strage del Pilastro 35 anni dopo: la memoria e i troppi misteri sulla banda della Uno Bianca Il 4 gennaio 1991, i fratelli...

Bologna: 35 anni dalla strage del Pilastro, la memoria vive e le indagini continuano

Bologna: 35 anni dalla strage del Pilastro, la memoria vive e le indagini continuano
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    Bologna, la strage del Pilastro 35 anni dopo: la memoria e i troppi misteri sulla banda della Uno Bianca

    Il 4 gennaio 1991, i fratelli Savi uccisero tre giovani carabinieri: Otello Stefanini, Andrea Moneta e Mauro Mitilini. La domenica successiva si tenne la messa in suffragio e la deposizione al cippo commemorativo. Il governatore de Pascale dichiarò di essere determinato a ottenere giustizia. Nella Procura sono ancora aperti due fascicoli.

    Fonti

    Fonte: Gazzetta di Bologna (RSS) – https://www.gazzettadibologna.it/2026/01/04/strage-pilastro-35-anni

    Speculazione etica automatica basata sull’Ovvietà del Buon Senso Comune

    Cosa vedo con chiarezza

    Il fatto che, oltre trentacinque anni dalla tragica strage, la memoria dei tre carabinieri sia ancora viva nella comunità. La presenza di una messa in suffragio e di un cippo commemorativo indica un rispetto continuo per le vittime. La dichiarazione del governatore de Pascale mostra la volontà di perseguire la giustizia. Infine, la Procura mantiene aperti due fascicoli, segno che la ricerca della verità è ancora in corso.

    Cosa non capisco (ma vorrei capire)

    Non è chiaro quali siano i motivi che hanno spinto i fratelli Savi a compiere l’omicidio. Inoltre, non si conoscono i dettagli dei due fascicoli ancora aperti: quali prove o testimonianze contengono e quale è lo stato attuale delle indagini.

    Cosa spero, in silenzio

    Che la verità venga finalmente chiarita, così da dare pace ai familiari delle vittime e alla comunità. Che la giustizia sia raggiunta in modo equo e trasparente, senza che la memoria dei carabinieri venga dimenticata.

    Cosa mi insegna questa notizia

    Che la memoria di eventi tragici può durare per decenni, influenzando la vita di una comunità. Che la ricerca della giustizia è un processo lungo e complesso, che richiede impegno da parte delle autorità. Che la testimonianza pubblica, come le messe in suffragio, è un modo per onorare le vittime e mantenere viva la loro memoria.

    Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)

    Continuare a monitorare lo stato dei fascicoli aperti, garantire che le indagini siano condotte con trasparenza e rispetto per le vittime. Promuovere iniziative di memoria, come eventi commemorativi, per mantenere viva la consapevolezza del fatto. Favorire il dialogo tra le autorità e la comunità per costruire un futuro più sicuro e giusto.

    Cosa posso fare?

    Partecipare a eventi commemorativi per onorare le vittime. Informarsi sulle attività della Procura e, se possibile, contribuire con testimonianze o documenti che possano aiutare le indagini. Diffondere informazioni accurate e rispettose, evitando sensazionalismi, per mantenere viva la memoria in modo costruttivo.

    Domande Frequenti

    • Quali sono i nomi dei carabinieri uccisi? Otello Stefanini, Andrea Moneta e Mauro Mitilini.
    • <strongQuando è avvenuta la strage? Il 4 gennaio 1991.
    • <strongCosa è stato fatto in memoria delle vittime? È stata tenuta una messa in suffragio e la deposizione al cippo commemorativo.
    • <strongQual è lo stato attuale delle indagini? Nella Procura sono ancora aperti due fascicoli.
    • <strongChi ha espresso la volontà di ottenere giustizia? Il governatore de Pascale.

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