Categoria:
Pubblicato:
27 Novembre 2025
Aggiornato:
27 Novembre 2025
Fiaccole a Torino: protesta per la liberazione dell’imam Mohamed Shahin
Fiaccole in piazza a Torino per l'imam Mohamed Shahin Una manifestazione si è svolta a Torino per chiedere la liberazione di Mohamed Shahin, imam della...
Fiaccole a Torino: protesta per la liberazione dell’imam Mohamed Shahin
Fiaccole in piazza a Torino per l’imam Mohamed Shahin
Una manifestazione si è svolta a Torino per chiedere la liberazione di Mohamed Shahin, imam della moschea di via Saluzzo, attualmente detenuto nel centro penitenziario di Caltanisetta.

I partecipanti, numerosi, hanno acceso fiaccole e hanno urlato: “Non vogliamo un altro Giulio Regeni”. Hanno raggiunto la piazza davanti al Comune e hanno chiesto al sindaco Stefano Lo Russo di prendere posizione.
Il gruppo ha espresso il desiderio che il sindaco chieda la liberazione di Shahin, considerandolo un dovere etico e morale. Hanno inoltre richiesto che sul palazzo comunale venga appeso uno striscione con la storia di Shahin, affinché chiunque passi lo conosca.
Secondo i manifestanti, il Comune non può essere complice di violenza né può prendere posizione sbagliata nella storia, e non può permettere che Shahin rischi la vita per aver chiesto la liberazione del popolo palestinese.
Video: Daniele Solavaggione (Reporters)
Fonti
Fonte: La Stampa
Speculazione etica automatica basata sull’Ovvietà del Buon Senso Comune
Cosa vedo con chiarezza
Una protesta a Torino con fiaccole, in cui i manifestanti chiedono la liberazione di un imam detenuto e chiedono al sindaco di intervenire.
Cosa non capisco (ma vorrei capire)
Perché la frase “non vogliamo un altro Giulio Regeni” è stata usata? Qual è il collegamento tra la situazione di Shahin e quella di Giulio Regeni?
Cosa spero, in silenzio
Che la richiesta del sindaco venga ascoltata e che la situazione di Shahin migliori.
Cosa mi insegna questa notizia
Che le persone possono mobilitarsi per chiedere giustizia e che le autorità possono essere chiamate a prendere posizione su questioni di libertà e di diritti umani.
Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)
Continuare a chiedere la liberazione di Shahin, mantenere la pressione pubblica e monitorare le azioni del sindaco e del governo.
Cosa posso fare?
Informarsi, condividere informazioni verificate, partecipare a iniziative pacifiche e sostenere le organizzazioni che lavorano per la libertà e i diritti umani.
Domande Frequenti
- Chi è Mohamed Shahin? Mohamed Shahin è l’imam della moschea di via Saluzzo a Torino, attualmente detenuto nel centro penitenziario di Caltanisetta.
- Perché i manifestanti hanno usato la frase “non vogliamo un altro Giulio Regeni”? La frase è stata usata per sottolineare la preoccupazione di non vedere un altro caso di violenza contro un giovane italiano, facendo riferimento al caso di Giulio Regeni.
- Che cosa hanno chiesto ai manifestanti al sindaco? Hanno chiesto al sindaco Stefano Lo Russo di chiedere la liberazione di Shahin e di appendere uno striscione con la sua storia al palazzo comunale.
- Qual è la posizione dei manifestanti sul Comune? Hanno affermato che il Comune non può essere complice di violenza e non può prendere posizione sbagliata nella storia.
📖 Articoli correlati
Nota redazionale:
Tutte le notizie pubblicate da Universal Opus provengono da fonti giornalistiche locali del Paese a cui la notizia si riferisce. Le rielaborazioni sono effettuate al solo scopo di rendere i contenuti più chiari, neutrali e accessibili a un pubblico internazionale, nel rispetto della forma originaria. L’intento è favorire una comprensione diretta e non filtrata degli eventi, così come vengono percepiti e raccontati nei contesti di origine. La categoria dell'articolo indica il pese di provenienza della notizia. Universe Today è un ponte culturale, non una testata. Ogni articolo è una rielaborazione di una fonte giornalistica locale: la categoria indica il Paese della fonte, non il luogo dell’evento.
Metodo di rielaborazione basato su: principi di semplicità del buon senso comune, chiarezza, imparzialità, sobrietà e responsabilità giornalistica, come indicato nelle linee guida editoriali di Italfaber.
Le informazioni contenute in questo articolo sono state verificate e validate attraverso fonti affidabili e aggiornate. Tuttavia, è possibile che alcune informazioni non siano state confermate o che ci siano discrepanze tra fonti diverse. In tal caso, si prega di segnalare eventuali errori o inesattezze.
Se sei curioso di sapere secondo quali principi è stata rielaborata questa notizia, leggi la nostra politica editoriale.