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Pubblicato:

12 Febbraio 2026

Aggiornato:

12 Febbraio 2026

Rinchiuso in una cella “pollaio” fino al suicidio: condannata la responsabile del Cpr di Torino

Rinchiuso in una cella "pollaio" fino al suicidio: condannata la responsabile del Cpr di Torino Moussa Balde, un individuo in stato di crisi mentale, si...

Rinchiuso in una cella “pollaio” fino al suicidio: condannata la responsabile del Cpr di Torino

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    Rinchiuso in una cella “pollaio” fino al suicidio: condannata la responsabile del Cpr di Torino

    Moussa Balde, un individuo in stato di crisi mentale, si è tolto la vita durante un periodo di isolamento in una cella descritta come un “pollaio”. La direttrice del Centro Prevenzione Rischi (Cpr) di Torino, responsabile della supervisione di Balde, è stata condannata a un anno di reclusione per omicidio colposo. La giuria ha ritenuto che la responsabile avesse fallito nell’obbligo di assicurare la sicurezza di Balde, che avrebbe dovuto essere ricoverato in ospedale.

    Fonti

    Fonte: La Stampa

    Speculazione Etica Automatica Basata sulla Semplice Ovvietà del Buon Senso Comune

    Cosa vedo con chiarezza

    La situazione è chiaramente un caso di mancata attenzione e responsabilità, con gravi conseguenze umane.

    Cosa non capisco (ma vorrei capire)

    Perché la decisione di ricoverare Balde in ospedale non è stata presa in tempo, anche se era evidente la necessità di un intervento medico.

    Cosa spero, in silenzio

    Spero che simili situazioni non si ripetano e che le procedure di sicurezza e assistenza siano migliorate.

    Cosa mi insegna questa notizia

    Questa notizia mi insegna l’importanza della vigilanza e della responsabilità nei confronti delle persone in crisi mentale.

    Cosa collega questa notizia ad altri temi

    Questa notizia mi fa pensare ai problemi di accesso all’assistenza sanitaria e ai rischi legati alla mancanza di cure appropriate.

    Cosa mi dice la storia

    La storia mi dice che l’ignoranza e l’indifferenza possono avere conseguenze devastanti.

    Perché succede

    Succede perché ci sono fallimenti nella gestione delle persone in crisi mentale, sia a livello individuale che istituzionale.

    Cosa potrebbe succedere

    Potrebbe succedere che altre persone in crisi mentale non ricevano l’assistenza necessaria, causando ulteriori tragedie.

    Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)

    Rimane da fare un aumento della consapevolezza e l’implementazione di procedure più rigorose per garantire la sicurezza e l’assistenza delle persone in crisi mentale.

    Cosa posso fare?

    Puoi informarti sui servizi di assistenza disponibili per le persone in crisi mentale e sostenere iniziative che mirano a migliorare la loro gestione.

    Per saperne di più

    Per saperne di più, puoi consultare le informazioni disponibili sul sito di La Stampa.

    Domande Frequenti

    • Q: Chi è Moussa Balde?
      A: Moussa Balde era un individuo in stato di crisi mentale che si è tolto la vita durante un periodo di isolamento in una cella descritta come un “pollaio”.
    • Q: Perché la direttrice del Cpr di Torino è stata condannata?
      A: La direttrice è stata condannata per omicidio colposo perché la giuria ha ritenuto che avesse fallito nell’obbligo di assicurare la sicurezza di Balde, che avrebbe dovuto essere ricoverato in ospedale.
    • Q: Quali sono le conseguenze della condanna?
      A: La direttrice è stata condannata a un anno di reclusione per omicidio colposo.
    • Q: Quali sono le procedure di sicurezza per le persone in crisi mentale?
      A: Le procedure di sicurezza devono garantire che le persone in crisi mentale ricevano l’assistenza medica necessaria in tempo, evitando situazioni di isolamento che possono essere pericolose.
    • Q: Come posso aiutare?
      A: Puoi informarti sui servizi di assistenza disponibili per le persone in crisi mentale e sostenere iniziative che mirano a migliorare la loro gestione.

    Nota redazionale:

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