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Pubblicato:
4 Gennaio 2026
Aggiornato:
4 Gennaio 2026
Gli uomini grigi della guerra civile: la dimensione omicida del cittadino normale
Los hombres grises de la Guerra Civil: la dimensión homicida del “ciudadano normal” Nel 1961, Hannah Arendt fu inviata a seguire il processo di Adolf...
Gli uomini grigi della guerra civile: la dimensione omicida del cittadino normale
Los hombres grises de la Guerra Civil: la dimensión homicida del “ciudadano normal”
Nel 1961, Hannah Arendt fu inviata a seguire il processo di Adolf Eichmann a Gerusalemme. Secondo le sue osservazioni, Eichmann non era il mostro di malvagità che si immaginava, ma un funzionario meticoloso, goffo nella maggior parte delle cose e abile in poche, tra cui l’organizzazione della logistica dell’esterminio degli ebrei in Europa. Da ciò si deduceva che Eichmann aveva agito in modo routinario e banale.
Molti anni dopo, lo storico David Cesarani dimostrò che Eichmann era, in realtà, un fanatico nazista antisemitico e che non si limitava a eseguire ordini. Non era nemmeno uno degli “uomini grigi” che Christopher R. Browning aveva studiato nel Battaglione 101 della Polizia di Riserva del Reich, soggetti alla pressione di gruppo e spesso alcolizzati. Tra gli “tedeschi correnti” si annidava una pulsione genocida, affermò Daniel Goldhagen.

Verdugos del 36
David Alegre Lorenz, Critica, 2025, 624 pagine, 23,90 euro.
Fonti
El País – Los hombres grises de la Guerra Civil: la dimensión homicida del “ciudadano normal”
Speculazione etica automatica basata sull’Ovvietà del Buon Senso Comune
Cosa vedo con chiarezza
Che una figura storica, come Eichmann, può essere percepita in modo diverso a seconda delle fonti e delle interpretazioni successive. Che la storia non è un semplice racconto di buoni e cattivi, ma un intreccio di motivazioni, ruoli e contesti.
Cosa non capisco (ma vorrei capire)
Perché alcune persone, come Arendt, hanno visto Eichmann come un burocrate banale, mentre altri lo descrivono come un fanatico. Quali elementi hanno spinto a queste interpretazioni diverse?
Cosa spero, in silenzio
Che la memoria storica continui a evolversi, permettendo di comprendere meglio le dinamiche che hanno portato a tragedie come l’Olocausto.
Cosa mi insegna questa notizia
Che la banalità del male può essere realizzata da individui apparentemente ordinari, e che la responsabilità non si limita a chi comanda, ma può essere condivisa da chi esegue.
Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)
Promuovere l’educazione storica accurata, incoraggiare la ricerca critica e ricordare che la comprensione delle cause è fondamentale per prevenire futuri abusi.
Cosa posso fare?
Leggere fonti diverse, partecipare a discussioni informate e sostenere iniziative che promuovono la memoria e la responsabilità civica.
Domande Frequenti
- Chi era Adolf Eichmann?
- Eichmann era un funzionario nazista responsabile dell’organizzazione logistica dell’esterminio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.
- Qual è la visione di Hannah Arendt sul processo di Eichmann?
- Arendt descriveva Eichmann come un burocrate meticoloso e banale, non come un mostro di malvagità.
- Che cosa ha dimostrato David Cesarani riguardo a Eichmann?
- Cesarani ha evidenziato che Eichmann era un fanatico nazista antisemitico e non si limitava a eseguire ordini.
- Chi è Christopher R. Browning e quale ruolo ha avuto nello studio di Eichmann?
- Browning è uno storico che ha studiato il Battaglione 101 della Polizia di Riserva del Reich, mostrando che i suoi membri erano spesso sotto pressione di gruppo e alcolizzati.
- Qual è il messaggio principale dell’articolo?
- L’articolo sottolinea che la banalità del male può essere realizzata da individui ordinari e che la responsabilità è condivisa.
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