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Pubblicato:
30 Novembre 2025
Aggiornato:
30 Novembre 2025
Trader in crisi: la dipendenza dal trading e la necessità di educazione finanziaria
Storia di un trader in crisi La narrazione è quella di un “yonqui del denaro”. In passato, come in un’epoca passata, si recava al mercato...
Trader in crisi: la dipendenza dal trading e la necessità di educazione finanziaria
Storia di un trader in crisi
La narrazione è quella di un “yonqui del denaro”. In passato, come in un’epoca passata, si recava al mercato con la stessa impazienza di chi cercava una droga. Il profitto era intenso, un’adrinina pura. Era una competizione globale, un gioco a somma zero in cui ciò che guadagnava uno, perdeva un altro.
Gerardo (nome inventato per proteggere la sua privacy) ha concluso la sua ultima operazione nel 2009, dopodiché è entrato in terapia. Prima di quel momento aveva perso tutto: il proprio patrimonio, quello dei clienti (era agente di borsa), il lavoro, la famiglia e gli amici. Operava con futures, strumenti derivati altamente leveraggiati che possono essere tanto sofisticati quanto pericolosi.

La sua giornata iniziava con l’apertura dei mercati asiatici e terminava a Wall Street. In quel ciclo poteva compiere fino a 300 operazioni al giorno: compra, vendi; compra, vendi. Portava il computer in sella alla moto per non perdere nessuna opportunità. “Ogni notizia era un pretesto per investire. Era come lanciare monete in una slot machine.”
Ha realizzato di essere dipendente quando il denaro si è esaurito. “Un giorno mi trovai in un locale della Gran Vía a dare in garanzia la mia auto per ottenere 600 euro con cui continuare a investire.”
Una terapia in diversi livelli
La prevenzione dell’addicazione alla borsa o ad altri asset finanziari richiede, secondo gli esperti, una strategia multilivello che coinvolga l’investitore, la famiglia e la comunità. Dal punto di vista personale, la chiave è un’educazione finanziaria approfondita, che consideri l’investimento come un processo a lungo termine, non un modo rapido per arricchirsi.
Juan Lamas, direttore tecnico della Federazione Spagnola di Giocatori Rieducati (Fejar), afferma: “La prevenzione inizia con consapevolezza e limiti chiari. Investire può essere positivo se fatto con informazione, serenità e obiettivi realistici. Se però genera ansia o influisce sulla vita personale, è il momento di fermarsi e chiedere aiuto.”
La dottoressa Susana Jiménez‑Murcia, responsabile dell’Unità di Gioco Patologico dell’ospedale di Bellvitge, sottolinea l’importanza di migliorare l’educazione finanziaria per fungere da barriera contro l’addicazione: “Chi vuole investire deve essere consapevole della necessità di formazione e informazione. Altrimenti, l’investimento diventa un gioco d’azzardo.”
Il ruolo della famiglia è cruciale, poiché è lì che si forma la relazione con il denaro. “È fondamentale promuovere una comunicazione aperta e trasparente sulle finanze per eliminare segreti e giudizi. I membri devono partecipare all’economia familiare, conoscere budget e spese, sviluppare responsabilità finanziaria e capire che il denaro si ottiene con sforzo costante, non con speculazione rapida,” spiega María del Consuelo Tomás, direttrice dell’Istituto Valenciano di Ludopatia e Dipendenze Non Tossiche.
Tomás aggiunge che i genitori devono dare l’esempio, trasmettendo valori che separino l’autostima dalla ricchezza economica o dalla capacità di investire. Nel contesto sociale, la prevenzione deve mirare alla conoscenza e alla sensibilizzazione di questa dipendenza senza minimizzare la gravità del problema. “È fondamentale rendere visibile questa dipendenza senza ridurne l’importanza, contrastando la percezione che sia un semplice vizio o un errore di gestione,” sottolinea.
Gli esperti chiedono inoltre alle autorità una maggiore consapevolezza dei rischi dell’addicazione e una mano più dura contro la pubblicità aggressiva delle piattaforme e i falsi guru dell’investimento. “L’accesso 24 ore su 24, 365 giorni l’anno da qualsiasi parte del mondo ai mercati è forse ciò che ha alimentato questa dipendenza, e può spiegare anche la crescita del gioco online,” ricorda Ángela Ibáñez, responsabile dell’Unità di Psichiatria dell’ospedale Ramón y Cajal di Madrid.
Per rendere l’azione più efficace, la dottoressa Tomás sostiene che i Piani di Dipendenza da Droghe e Comportamenti Additivi debbano includere esplicitamente questa dipendenza, garantendo formazione specifica per i professionisti e risorse di prevenzione e trattamento accessibili e visibili. “Parallelamente, nell’ambiente educativo, deve essere integrata un’educazione finanziaria in tutti i curricula scolastici che affronti specificamente i rischi psicologici della speculazione e l’impatto delle false credenze sul guadagno rapido senza sforzo, che associano il successo del trading all’intelligenza o alla conoscenza,” conclude la responsabile dell’Istituto Valenciano di Ludopatia.
Fonti
El País – “Ludópatas en la Bolsa, la epidemia silenciosa: Mi historia es la de un yonqui del dinero, iba al mercado como se iba al parque a por heroína” – Link all’articolo originale
El País – Notizie su Wall Street – Link alla sezione Wall Street
Speculazione etica automatica basata sull’Ovvietà del Buon Senso Comune
Cosa vedo con chiarezza
La storia mostra come l’avidità e la mancanza di educazione finanziaria possano trasformare un investimento in una dipendenza. Il trader ha perso tutto, compresi i rapporti personali, a causa di operazioni eccessive e di un uso improprio dei futures.
Cosa non capisco (ma vorrei capire)
Perché l’accesso continuo ai mercati abbia aumentato così tanto la dipendenza? Quali meccanismi psicologici specifici rendono le operazioni di trading così coinvolgenti?
Cosa spero, in silenzio
Che le persone comprendano l’importanza di un’educazione finanziaria solida e che le istituzioni offrano supporto adeguato a chi si trova in situazioni simili.
Cosa mi insegna questa notizia
Che l’investimento non è un gioco d’azzardo se fatto con consapevolezza, informazione e obiettivi realistici. Che la famiglia e la comunità possono svolgere un ruolo chiave nella prevenzione.
Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)
Integrare l’educazione finanziaria nei curricula scolastici, includere la dipendenza da trading nei piani di dipendenza da droghe e comportamenti additivi, e regolare la pubblicità aggressiva delle piattaforme di investimento.
Cosa posso fare?
Informarmi su investimenti responsabili, parlare apertamente con la famiglia delle proprie finanze, e, se necessario, cercare aiuto professionale per gestire l’ansia o la dipendenza.
Domande Frequenti
1. Che cosa è un “yonqui del denaro”?
È un termine usato per descrivere una persona che investe con eccessiva avidità, come se cercasse una droga, e che può diventare dipendente dal trading.
2. Quali strumenti finanziari ha usato Gerardo?
Gerardo operava con futures, strumenti derivati che permettono un alto livello di leva finanziaria.
3. Come può la famiglia aiutare a prevenire l’addicazione al trading?
Promuovendo una comunicazione aperta sulle finanze, integrando i membri nella gestione del bilancio familiare e trasmettendo valori che separano l’autostima dalla ricchezza economica.
4. Quali sono le raccomandazioni degli esperti per la prevenzione?
Educazione finanziaria approfondita, consapevolezza dei limiti, supporto familiare e comunitario, e regolamentazione più severa della pubblicità delle piattaforme di investimento.
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