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Pubblicato:

21 Novembre 2025

Aggiornato:

21 Novembre 2025

Un anziano in attesa di un prodigio: speranza in Dio o in un’equazione

Riassunto dell’articolo Un parente, dopo la pensione, si sedeva ogni pomeriggio sulla terrazza di casa sua, accompagnato da una tazza di vino e da alcuni...

Un anziano in attesa di un prodigio: speranza in Dio o in un’equazione

Un anziano in attesa di un prodigio: speranza in Dio o in un'equazione
Indice

    Riassunto dell’articolo

    Un parente, dopo la pensione, si sedeva ogni pomeriggio sulla terrazza di casa sua, accompagnato da una tazza di vino e da alcuni frutti secchi. Restava lì per due o tre ore, con lo sguardo perso nel vuoto. Quando gli chiesi cosa facesse, mi rispose che stava semplicemente aspettando. Quando gli chiesi cosa stesse aspettando, mi disse che sperava che Dio o un’equazione gli apparisse.

    Fonti

    Articolo originale: El País – “A la espera del prodigio”

    Un anziano in attesa di un prodigio: speranza in Dio o in un'equazione

    Speculazione etica automatica basata sull’Ovvietà del Buon Senso Comune

    Cosa vedo con chiarezza

    Un anziano che, dopo la pensione, trascorre il tempo in modo semplice: si siede sulla terrazza, beve vino, mangia frutta secca e guarda il vuoto. Non c’è alcuna attività produttiva evidente, ma c’è una presenza costante e un’attesa silenziosa.

    Cosa non capisco (ma vorrei capire)

    Perché l’anziano si sente spinto a “aspettare” qualcosa di così astratto come un’idea divina o un’equazione matematica? Qual è il significato di questa attesa per lui e per chi lo osserva?

    Cosa spero, in silenzio

    Che l’attesa porti a qualche scoperta o a un momento di chiarezza, sia spirituale che intellettuale, che arricchisca la sua vita e quella delle persone che lo circondano.

    Cosa mi insegna questa notizia

    Che la vita può essere vissuta anche senza attività produttiva immediata. L’attesa, sebbene apparentemente inutile, può essere un modo per riflettere, per cercare significato e per mantenere un senso di speranza.

    Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)

    Osservare con rispetto la scelta dell’anziano, riconoscere che ognuno ha il diritto di vivere secondo le proprie convinzioni e di cercare la propria pace interiore.

    Cosa posso fare?

    Offrire ascolto e compagnia, se lo desidera, e rispettare la sua autonomia. Se l’anziano è aperto al dialogo, si può condividere esperienze o semplicemente condividere un momento di silenzio.

    Domande Frequenti

    • Qual è la motivazione dell’anziano per aspettare? Non è stata specificata una motivazione concreta; l’anziano ha detto di aspettare “che si leghi Dio o un’equazione”.
    • Che tipo di attività svolge l’anziano? Trascorre il tempo seduto sulla terrazza, beve vino, mangia frutta secca e guarda il vuoto.
    • Chi ha raccontato questa storia? Il narratore è un ex studente, che in quel periodo era considerato a basso rendimento.
    • Qual è il contesto culturale di questa storia? Si tratta di un racconto personale, non di un articolo di analisi o di ricerca.
    • Dove posso leggere l’articolo originale? L’articolo è disponibile su El País: https://elpais.com/opinion/2025-11-21/a-la-espera-del-prodigio.html.

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