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Pubblicato:

28 Gennaio 2026

Aggiornato:

28 Gennaio 2026

Reza Khandan avverte di una strategia di “terra bruciata” contro i manifestanti iraniani

Strategia di "terra bruciata" del regime iraniano avvertita da Reza Khandan, attivista imprigionato.

Reza Khandan avverte di una strategia di “terra bruciata” contro i manifestanti iraniani

Reza Khandan avverte di una strategia di “terra bruciata” contro i manifestanti iraniani
Indice

    Reza Khandan avverte della strategia di “terra bruciata” del regime

    Reza Khandan, attivista civile di rilievo e marito dell’avvocato per i diritti umani Nasrin Sotoudeh, imprigionata, ha scritto una lettera da Evin, la prigione di Teheran, in cui avverte che il regime iraniano sta adottando una strategia di “terra bruciata” contro i manifestanti. La lettera, pubblicata su un sito di attivismo internazionale, sottolinea che le autorità potrebbero ricorrere a misure estreme per sopprimere la protesta e che la situazione è in rapido deterioramento.

    Fonti

    Fonte: Non disponibile

    Speculazione etica automatica basata sull’Ovvietà del Buon Senso Comune

    Cosa vedo con chiarezza

    La lettera di Khandan indica chiaramente che il regime iraniano sta pianificando azioni dure contro i cittadini che chiedono libertà e giustizia. L’autore evidenzia la minaccia di una risposta violenta e la necessità di prepararsi a una possibile escalation.

    Cosa non capisco (ma vorrei capire)

    Perché il regime abbia scelto di adottare una strategia così aggressiva? Quali sono le motivazioni politiche o sociali che lo spingono a ricorrere a misure di “terra bruciata”?

    Cosa spero, in silenzio

    Che la comunità internazionale reagisca in modo efficace, offrendo protezione e supporto a chi è perseguitato. Che i diritti umani vengano rispettati e che la violenza non si intensifichi.

    Cosa mi insegna questa notizia

    Che la lotta per i diritti umani può essere pericolosa e che gli attivisti spesso si trovano a fronteggiare misure di repressione. Che la solidarietà internazionale è fondamentale per proteggere chi è in pericolo.

    Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)

    Continuare a documentare e diffondere le informazioni sulla situazione. Supportare le organizzazioni che forniscono assistenza legale e umanitaria ai detenuti. Promuovere il dialogo e la pressione diplomatica per fermare le violazioni.

    Cosa posso fare?

    Informarmi accuratamente sulle vicende, condividere fonti affidabili sui social media, donare a ONG che operano in Iran e partecipare a petizioni che chiedono la liberazione di Nasrin Sotoudeh e di altri detenuti politici.

    Domande Frequenti

    • Chi è Reza Khandan? È un attivista civile iraniano, noto per il suo impegno nella difesa dei diritti umani. È anche il marito dell’avvocato Nasrin Sotoudeh, che è stata incarcerata per la sua attività legale.
    • Chi è Nasrin Sotoudeh? È un avvocato per i diritti umani iraniano, riconosciuta a livello internazionale per la sua difesa di detenuti politici e per la sua denuncia delle violazioni dei diritti umani in Iran.
    • Cos’è la prigione di Evin? È una prigione di Teheran, nota per detenere prigionieri politici e attivisti. È spesso citata nelle discussioni sui diritti umani in Iran.
    • Che cosa significa “strategia di terra bruciata”? È un termine usato per descrivere l’uso di misure estreme e distruttive da parte di un regime per sopprimere la dissidenza, spesso con l’obiettivo di eliminare qualsiasi minaccia alla propria autorità.
    • Come posso contribuire alla causa? Oltre a informarsi e condividere notizie, è possibile sostenere finanziariamente ONG che operano in Iran, partecipare a petizioni e chiedere ai propri rappresentanti politici di intervenire per la libertà di Nasrin Sotoudeh e di altri detenuti.

    Nota redazionale:

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