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Pubblicato:

27 Gennaio 2026

Aggiornato:

27 Gennaio 2026

Tecnici di emergenza a Teheran attaccati da agenti in abiti civili, non da manifestanti

Tecnici di emergenza a Teheran attaccati da agenti in abiti civili, non da manifestanti.

Tecnici di emergenza a Teheran attaccati da agenti in abiti civili, non da manifestanti

Tecnici di emergenza a Teheran attaccati da agenti in abiti civili, non da manifestanti
Indice

    Teheran: Tecnici di emergenza affermano di essere stati attaccati da agenti in abiti civili, non da manifestanti

    Due fonti ben informate del Servizio di Emergenza di Teheran hanno riferito a IranWire che, durante le proteste in corso, molti tecnici hanno registrato in silenzio i feriti di manifestazioni pro-democrazia. Secondo le fonti, questi tecnici non erano parte dei manifestanti, ma sono stati attaccati da agenti in abiti civili.

    Il rapporto indica che i tecnici, impegnati a documentare le lesioni dei partecipanti, sono stati bersaglio di violenza da parte di agenti non identificati come parte delle forze di sicurezza. Non è stato riportato alcun coinvolgimento da parte dei manifestanti nei confronti dei tecnici.

    Il contesto è quello delle proteste che hanno avuto inizio dopo la morte di Mahsa Amini. In quel periodo, le autorità hanno intensificato la sorveglianza e l’uso di forze di sicurezza per contenere le manifestazioni.

    Fonti

    Fonte: IranWire

    Speculazione etica automatica basata sull’Ovvietà del Buon Senso Comune

    Cosa vedo con chiarezza

    Vedo che i tecnici di emergenza, che svolgono un lavoro di documentazione e assistenza, sono stati attaccati da agenti in abiti civili. Non sono manifestanti, ma persone che cercano di aiutare i feriti.

    Cosa non capisco (ma vorrei capire)

    Non è chiaro perché gli agenti abbiano scelto di attaccare i tecnici. Non si conosce la motivazione o la giustificazione di tale azione.

    Cosa spero, in silenzio

    Spero che la situazione si risolva in modo pacifico e che i tecnici possano continuare a svolgere il loro lavoro senza minacce.

    Cosa mi insegna questa notizia

    La notizia mostra che in contesti di tensione, anche le persone che non partecipano direttamente alle proteste possono diventare bersaglio di violenza.

    Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)

    È necessario garantire la sicurezza dei tecnici e delle altre figure non combattenti. Le autorità dovrebbero indagare sull’attacco e proteggere chi svolge compiti di assistenza.

    Cosa posso fare?

    Può essere utile segnalare l’incidente alle autorità competenti, se si è in grado di farlo, e sostenere le iniziative che promuovono la sicurezza e la protezione dei lavoratori di emergenza.

    Domande Frequenti

    • Chi sono i tecnici di emergenza? Sono professionisti che registrano e assistono i feriti durante le proteste.
    • Chi ha attaccato i tecnici? Secondo le fonti, agenti in abiti civili, non i manifestanti.
    • Perché i tecnici sono stati attaccati? La motivazione non è stata chiarita dalle fonti disponibili.
    • Qual è il contesto delle proteste? Le proteste sono scaturite dalla morte di Mahsa Amini e hanno coinvolto manifestazioni pro-democrazia.
    • Come si può contribuire alla sicurezza dei tecnici? Segnalando incidenti alle autorità e sostenendo iniziative di protezione per i lavoratori di emergenza.

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